Per arrivarci servono tre/quattro ore di autobus da Burgas, sul Mar Nero. Un viaggio lungo, quasi ipnotico, attraverso una Bulgaria rurale e silenziosa, dove il tempo scorre con un ritmo antico. La strada attraversa campi sterminati, vecchie cascine, capanni semiabbandonati, cortili di terra battuta. Pochissime auto, qualche trattore, cani randagi all’ombra di muri scrostati. La vita appare lenta, essenziale. L’atmosfera è decadente e affascinante allo stesso tempo, come se la modernità si fosse fermata altrove.
Poi, all’improvviso, nel mezzo di questo nulla sospeso, ecco una costruzione moderna. Una cattedrale nel deserto.
La cantina Miroglio emerge tra vigneti e collinette morbide nel villaggio di Elenovo, a circa 15 chilometri dalla città di Nova Zagora. Una struttura di design in mezzo a un paesaggio arcaico, dove lo sguardo si perde fino all’orizzonte e il vento attraversa filari ordinati che sembrano infiniti. Qui si ha la sensazione di vivere in un’altra epoca, quasi in un’altra dimensione. Eppure, questa storia nasce da un’intuizione molto concreta. In un territorio promettente. Una meta scelta dal Concorso mondiale di Bruxelles, la più prestigiosa competizione del vino a livello internazionale, come esempio di una Bulgaria vinicola in forte evoluzione. Che crea curiosità e conquista i palati di esperti a livello globale per la bellezza e l’autenticità dei prodotti.









