Una masterclass insolita e particolare, quella che si è tenuta presso l’Hotel delle Terme di Merano, inserita nel programma del Merano Wine Festival: l’assaggio del trebbiano spoletino ottenuto da viti maritate. Se passate tra le colline umbre di Spoleto, fermatevi un attimo e guardate in alto: troverete viti alte quasi tre metri, che si arrampicano come se volessero raggiungere il sole o scambiare due chiacchiere tra di loro. Sono le viti di Le Thadee, antiche e imponenti, alcune sopravvissute alla filosssera, altre maritate a un albero compagno come vecchi amici che si sostengono a vicenda. Qui il tempo non corre: la vendemmia è un’arte lenta, fatta di mani pazienti che raccolgono grappolo per grappolo, acino per acino, e di occhi che osservano il vento e la luce, calibrando ogni gesto. Il nome dell’azienda, Le Thadee, è già di per sé una storia: ricorda Thadea, giovane donna di nobili origini vissuta secoli fa nei dintorni di Montefalco, costretta a seguire un destino segnato, ma capace di lasciare tracce di grazia e dignità. Chiamare così un’azienda significa voler dare voce a chi, un tempo, non poteva scegliere, e trasformare le vigne in un racconto vivo di pazienza, memoria e cura.