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Nei calici del Merano Wine Festival, l’Albania che non ti aspetti. Ci voleva il carattere istrionico e sornione di un sommelier e critico come Luca Gardini, responsabile della Guida dei Vini dell’Espresso, per farci scoprire – e innamorare al primo assaggio – del Vlosh, un vitigno autoctono che ha attraversato con tenacia la millenaria e travagliata storia albanese e da cui la cantina Cobo realizza quasi in esclusiva il “rosso di Berat”, la “città dalle mille finestre”, patrimonio dell’Unesco: un vino corposo ed espansivo, denso, ma anche elegante e longevo. “E soprattutto buono – assicura Gardini, che lo segue ormai da anni –. Un vino che non riesco a collocare in nessuna altra parte, se non in Albania: il Vlosh ha una identità tutta sua, riconoscibile in mezzo a mille”.
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La tradizione
La prova del tempo l’ha superata brillantemente durante una verticale che a Merano ha messo a confronto la primissima annata prodotta, il 2010, con le successive 2012, 2015 e 2017, fino al 2021 presentato in anteprima, visto che uscirà sul mercato a gennaio. “Il Vlosh è un’uva secolare della zona di Valona, da sempre presente sulle tavole albanesi. Noi abbiamo recuperato questa tradizione con un nuovo clone, selezionato appositamente per la nostra cantina e messo a dimora su vigneti terrazzati che conduciamo con grande attenzione alla sostenibilità” spiega il titolare Muharrem Cobo, che guida l’azienda con il fratello Petrit, potendo contare su circa 38 ettari alle pendici del monte Tomorr.







