Nuovi mercati, minore produzione, prezzi equilibrati, più mezze bottiglie sulle tavole e rilancio dell’abbinamento cibo-vino. Il Merano Wine Festival (in programma dal 7 all’11 novembre) si presenta in un momento complesso per il mondo del vino. Il consumo ha raggiunto il nuovo minimo storico, pari a 21,4 miliardi di litri nel 2024 (-3,3% rispetto all’anno precedente, secondo i dati dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino), nel contempo cresce il segmento no e low-alcol. Tra cali di consumi, mercati incerti e nuove sfide climatiche, il fondatore della kermesse altoaltesina, Helmuth Köcher, traccia un quadro del settore, sottolineando come il vino sia e resti “insostituibile” per la cultura e l’economia italiana, al di là di ogni crisi. Ma con qualche “correzione” da mettere in atto.

Il Merano Wine Festival quest’anno arriva in un momento complesso per il settore: come si presenta il panorama vitivinicolo oggi?

“Questa edizione arriva in un momento in cui nel mondo vitivinicolo leggiamo la parola crisi: da una parte problematiche nelle vendite, i cali dei consumi, il trend “no alcol”, i mercati incerti come gli Usa; dall’altra, un’annata straordinaria, in tutti i territori italiani. Allora, che fare? I nostri cugini francesi hanno ridotto la superficie vitata, noi invece abbiamo una notevole abbondanza di uve e di bottiglie. E per ora l’Italia non ha reagito alle norme di ridurre i vigneti stabilite anche dall’Ue. Questo è il quadro. In tale contesto, il Merano Wine Festival vuole essere un benchmark non solo per la qualità del vino proposto, ma anche per il futuro del settore. Non a caso il tema di quest’anno sono le “visioni”: cerchiamo di vedere cosa è successo in passato, come si è evoluto il mercato dal 1992 – anno della nostra nascita – e osservare opportunità in mercati esteri come Giappone, Canada e Brasile. Inseriamo in questo focus anche il rapporto con la terra e la sostenibilità: negli incontri del Summit ci saranno degustazioni e laboratori sui cloni di vitigni pensati per resistere a malattie e siccità. Il cambiamento climatico è sempre presente e non può essere ignorato. Noi abbiamo lanciato a Merano il tema del cambiamento climatico nel 2018 e già nel 2017 abbiamo introdotto l’argomento del “no alcol” che non è un’alternativa al vino, ma che può integrare in contesti come cocktail o aperitivi. Il vino non è sostituibile”.