Il Merano Wine Festival si conferma crocevia di culture, territori e nuove frontiere del gusto. Oggi più che mai, il tema dell’internazionalizzazione diventa la chiave per leggere il futuro del vino italiano.

“Il rafforzamento del brand vino Italia – afferma il fondatore della kermesse, Helmuth Köcher – passa dall’apertura ai mercati emergenti e da una strategia più ampia di posizionamento delle nostre etichette premium. Tra i mercati più interessanti c’è il Giappone”. Un Paese dove la cultura italiana ha attecchito anche attraverso la ristorazione di qualità. “In Giappone c’è una concentrazione altissima di ristoranti italiani – dice l’esperto – soprattutto nelle grandi città, e una forte affinità con i vini di fascia alta. Oggi l’Italia detiene una quota del 12%, mentre la Francia supera il 50%. Ma proprio questo divario rappresenta una grande opportunità”. Köcher sottolinea la solidità del mercato nipponico, in controtendenza rispetto alla contrazione dei consumi globali, definendolo sicuro, stabile e con un trend positivo nei consumi di vino, al contrario di quello cinese, più fluttuante.

Köcher: “Prezzi giusti e mezze bottiglie, così il vino può risollevarsi”

05 Novembre 2025

Altri due mercati su cui puntare sono il Canada – dove la recente chiusura all’import di vini americani ha aperto nuove quote da riempire – e il Brasile. “Quest’anno abbiamo organizzato il Merano Wine Festival Brazil proprio per testimoniare il nostro interesse verso un Paese che mostra curiosità e potenzialità enormi, anche se c’è bisogno di molta formazione”.