Pubblicato il: 06/06/2026 – 13:20
La prima giornata ha il sapore dell’anteprima, come un buon calice di vino che, prima di essere degustato, ha bisogno di un’analisi e di un approccio preliminare. Può essere descritta così la partenza del Merano WineFestival Calabria – Essenza del Sud, avviato ieri pomeriggio in un luogo che non poteva essere più suggestivo, emblema evidente di come, alle latitudini calabre, vino e territorio, beni culturali e narrazione, ambiente e forza evocativa siano indissolubilmente legati. Nato dalla collaborazione, ormai rodata e alla seconda edizione, tra il Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria – con il supporto operativo di Arsac – e Merano WineFestival, l’edizione 2026 del festival presenta alcune interessanti novità. Intanto il coinvolgimento a pieno titolo, oltre a Cirò e Cirò Marina, del territorio di Melissa, terza gamba del tavolo vinicolo che rende quell’areale la punta di diamante della vitivinicoltura calabrese, e poi la presenza di buyer e il coinvolgimento, nell’ultimo giorno, dei ristoratori. Ieri pomeriggio, dicevamo, con lo sfondo suggestivo della Torre Aragonese di Melissa e davanti allo stesso mare da cui arrivò la cultura greca, oltre a una masterclass, l’incontro d’apertura con un titolo che dà la cifra rispetto alle intenzioni: «Identità Calabria e potenziale per il futuro».









