Pubblicato il: 07/06/2026 – 14:51

CIRÒ La seconda giornata del Merano Wine Festival Calabria è coincisa con una piccola migrazione, la carovana di valorizzazione dellaproduzione vinicola calabrese si è infatti spostata da Torre Melissa e dal suo esordio al borgo di Cirò, luogo tra i più iconici quando si parla di vino in Calabria. Il borgo affacciato sul mar Jonio per un’intero pomeriggio e fino a notte si è trasformato nella location adeguata per le tante iniziative messe in campo da Arsac su input del dipartimento regionale agricoltura. Tra incontri con i buyers esteri presenti e masterclass mozzafiato sulla terrazza dello storico stabile che ospita l’enoteca ed il Museo dedicato al celebre Lilio, Il Merano Wine Festival è entrato nel vivo. E c’è stato spazio anche per la riproposizione in Calabria della tradizionale sciabolata che vede a Merano, ogni anno, decine di sciabolatori dare il via all’evento trentino con un rito collettivo sul ponte Lenor al di sopra del fiume Passirio.

Le parole di Helmut Köcher

Alla prova della sciabola tutti i protagonisti, tra autorità locali e regionali, se la sono cavata con i calici pronti da riempire. A fine serata Helmut Köcher, patron del festival, è entusiasta «per noti è una tradizione importante, rappresenta l’aprire un evento facendo uscire quello che c’è dentro la bottiglia, è una sorta di panta rei, lasciamo scorrere tutto ciò che la bottiglia contiene e viviamo giorni intensi». Lo stesso Köcher è stato protagonista della masterclass pomeridiana: «è la prima volta che faccio una masterclass con questo paesaggio, il calice davanti e gli occhi che si spingono dalla collina fino al mare, abbiamo assaggiato vini di 5 regioni in un contesto in grado di suscitare emozioni inenarrabili».