Cosa succede quando il salotto buono del vino italiano scende fin nel cuore antico della Magna Grecia? Succede che l’eleganza del Merano WineFestival si mescola con la forza arcaica e solare della Calabria, in un dialogo che attraversa secoli e territori. E che Cirò si appresta, così, ad accogliere Merano WineFestival Calabria – Essenza del Sud. Dal 7 al 9 giugno 2025, questo angolo della provincia crotonese – che fu già Krimisa e patria di atleti, filosofi e vignaioli – diventa palcoscenico di un evento che è molto più di una rassegna enologica: è una stretta di mano tra due anime del vino italiano. Da un lato l’esperienza di Helmuth Köcher, fondatore del Merano Wine Festival, che da oltre trent’anni seleziona e racconta l’eccellenza vinicola come fatto culturale; dall’altro una terra che sta ritrovando la voce (forte) della sua identità vitivinicola, troppo a lungo relegata ai margini del racconto nazionale.

Cirò è la culla del Gaglioppo, vino che fu dono olimpico in epoca greca e che oggi torna a parlare di territorio, di fatica e di orgoglio. Qui, tra il mare e le colline, si coltiva anche il Greco Bianco, vitigno ancestrale che i coloni ellenici portarono con sé. E proprio qui, oggi, la Calabria enologica rialza la testa. Lo fa con oltre cento etichette in mostra, con degustazioni, incontri e riflessioni che non parlano solo di vino, ma di identità, riscatto e visione. Il programma della tre giorni – promossa dal Merano Wine Festival insieme all’Assessorato all’Agricoltura della Regione Calabria, Arsac il Consorzio Vini Doc Cirò e Melissa – prevede un fitto calendario di appuntamenti dedicati non solo agli addetti ai lavori, ma anche a winelover, giornalisti, enoturisti e curiosi. A guidare il racconto saranno i produttori stessi.