di
Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Dopo il flop dell’esame abilitante 2025, esplode la protesta contro il nuovo bando per guide turistiche: programma pubblicato all’ultimo, poco tempo per prepararsi e prove iper-nozionistiche
A distanza di pochi mesi dal primo contestatissimo esame nazionale per guide turistiche, il ministero del Turismo torna nel mirino di candidati e operatori del settore. E questa volta la protesta rischia di diventare anche politica. Dopo il caso dell’edizione 2025 (la prima dopo oltre 10 anni) — solo 230 ammessi all’orale su oltre 12 mila partecipanti effettivi — il nuovo bando 2026 è già travolto dalle polemiche: programma pubblicato all’ultimo momento, prova scritta fissata a soli 15 giorni di distanza (il prossimo 5 giugno) e candidati costretti a organizzare in fretta e furia trasferte in piena stagione lavorativa.
«Si sta superando ogni limite di rispetto verso i professionisti», attacca Francesca Pannuti, presidente del comitato nazionale Guide Future. «Dopo le gravissime criticità della precedente edizione ci saremmo aspettati serietà, programmazione e trasparenza. Invece si continua a scaricare sui candidati il peso di ritardi e inefficienze amministrative».







