di
Salvo Cavallo*
La lettera del padre del giovane rimasto invalido dopo l'accoltellamento in Corso Como: «Questa vicenda non può restare soltanto una storia di cronaca giudiziaria. Può e deve diventare una riflessione collettiva»
Quello che abbiamo vissuto è qualcosa che nessun genitore dovrebbe mai vedere.Mio figlio Davide porterà per sempre sul corpo e nella vita le conseguenze di quella notte. L’accoltellamento gli ha causato gravissimi danni e un’invalidità permanente che cambierà ogni suo giorno futuro.Sul piano giudiziario desidero anzitutto ringraziare le forze dell’ordine, gli investigatori e la magistratura: hanno lavorato con grande professionalità per individuare i responsabili e portare avanti un percorso giudiziario serio e rigoroso.Nutro profondo rispetto per la sentenza e per il lavoro del giudice che, valutando fatti, prove e responsabilità e applicando il codice penale, ha emesso una decisione severa, anche come monito e deterrente affinché simili atti scellerati non si ripetano più.
Sul piano umano, però, in aula è accaduto qualcosa di molto forte.Davide ha scelto di parlare agli imputati, e loro hanno chiesto scusa con parole sincere e profonde. In quel momento ho visto mio figlio liberarsi di un peso enorme.













