C’è una slide che Piergiorgio Grossi, Chief Innovation & Data di Credem, ha mostrato decine di volte nelle sue presentazioni. È molto semplice nella sua geometria: una lettera T. La barra verticale rappresenta la competenza approfondita, quella specialistica. La barra orizzontale la capacità di dialogare con altri saperi, di lavorare in team multidisciplinari, di non chiudersi nel proprio recinto. Per anni, quella T ha sintetizzato il profilo ideale del professionista, anche nell’ambito dell’innovazione.In qualche modo anche Grossi ha incarnato questo modello. Ha iniziato nel software, è approdato in Ferrari Formula 1 dove ha trascorso oltre un decennio, poi Ducati, come Chief Information & Digital Transformation Officer, quindi Credem Banca, dove nel 2018 è diventato il primo Chief Innovation Officer nella storia dell’istituto emiliano. Un percorso che è già, di per sé, un esempio di mobilità tra domini apparentemente lontani: motorsport, automotive, finanza. Mondi diversi, sfide diverse, ma ogni volta la stessa capacità di immergersi, capire, agire.Eppure adesso, con un post su LinkedIn che ha innescato un vivace dibattito, Grossi ha fatto una cosa che i manager raramente fanno, soprattutto in pubblico: ha dichiarato obsoleto uno dei suoi stessi strumenti concettuali di riferimento.Indice degli argomenti