«Lo otterremo. Non ne abbiamo bisogno e non lo vogliamo. Forse lo distruggeremo dopo averlo ottenuto, ma non permetteremo che lo abbiano», ha detto il presidente Usa riguardo all’uranio arricchito nelle mani del regimeL’accordo ancora non c’è, ma la distanza tra Washington e Teheran si fa sempre più corta. A dirlo alla Reuters è un alto funzionario iraniano, il quale ha ribadito come tra i nodi più complicati da sciogliere c’è la questione dell’uranio arricchito e il controllo dell’Iran sullo Stretto di Hormuz. A premere affinché l’uranio non venga trasferito all’estero sarebbe la Guida suprema Mojtaba Khamenei. Tuttavia, per l’amministrazione Trump si tratta di una linea rossa e non intende firmare alcun accordo senza aver risolto la questione.«Lo otterremo. Non ne abbiamo bisogno e non lo vogliamo. Forse lo distruggeremo dopo averlo ottenuto, ma non permetteremo che lo abbiano», ha detto il presidente Usa ai giornalisti. Il tycoon ha anche ribadito che non ha intenzione di accettare alcuna tassa di transito nello Stretto. «Nessuno nel mondo sostiene un sistema di pedaggi. È totalmente inaccettabile e ostacolerebbe qualsiasi accordo diplomatico», ha detto il segretario di Stato Rubio, definendo la questione come «una minaccia per il mondo» e «completamente illegale». Di Hormuz e libertà di navigazione se ne occuperà anche il vertice Nato convocato per oggi.Tuttavia, Rubio ha comunque ammesso che sono stati fatti «alcuni progressi». «Ci sono alcuni segnali positivi. Non voglio essere eccessivamente ottimista, vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni», ha detto.Intanto alla Camera dei rappresentanti Usa, i leader repubblicani hanno ritirato il voto su una mozione che prevedeva di limitare la facoltà di Trump di ordinare attacchi militari contro l’Iran. Il rinvio è arrivato dopo che c’era la seria possibilità che probabilmente venisse approvata. PUNTI CHIAVE08:41Nato: Rutte, discuteremo anche di Stretto Hormuz