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Secondo indiscrezioni Teheran sarebbe pronta a trasferire l’uranio arricchito in Russia e trattare sulla riapertura di Hormuz. Gli Usa prima negano i progressi nei negoziati, poi parlano di "trattativa in corso"

L’Iran sarebbe pronto a congelare per lungo tempo il proprio programma nucleare, trasferire all’estero l’uranio altamente arricchito e accettare una tregua articolata in più fasi. Sono le indiscrezioni emerse nelle ultime ore sul documento rivisto che Teheran avrebbe presentato nei negoziati indiretti con Stati Uniti e mediatori regionali. Se confermate, potrebbero rappresentare il primo vero spiraglio reale di trattativa dopo mesi di tensioni e bombardamenti.

Secondo quanto trapelato da fonti citate da Al-Arabiya, l’Iran avrebbe chiesto una tregua prolungata e graduale, accompagnata da una formulazione politica che consenta alla leadership iraniana di preservare la propria immagine interna, evitando di apparire costretta alla resa.

Tra le richieste figurerebbe anche una riapertura progressiva e sicura dello Stretto di Hormuz - passaggio strategico per il commercio mondiale di petrolio - con Oman e Pakistan nel ruolo di garanti in caso di attriti. Un elemento rilevante perché separerebbe la sicurezza della rotta marittima dalla questione nucleare, riducendo il rischio di nuove escalation energetiche. Ma il punto più delicato riguarda il nucleare.