HomeSondrioCronaca"Si sentiva un Padreterno, ma non è il genio della truffa"Parla il difensore dell’ex provveditore Fabio Molinari, per il quale la Procura ha chiesto una pena di 7 anni scontata dal ritoL’ex dirigente dell’Ufficio scolastico Fabio Molinari: 91 i reati contestatiRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciSONDRIO

"Si sentiva un Dio in terra ma è convinto non aver fatto nulla di male, di aver sempre agito per il bene della scuola. Quanto al peculato, il più grave tra i reati contestatigli, non si è portato via nulla e, soprattutto, non chiamiamolo genio della truffa visto che è cascato in prima persona in un raggiro a base di bitcoin".

Questa la tesi difensiva di Stefano Di Pasquale, il difensore dell’ex dirigente dell’Ufficio scolastico di Sondrio Fabio Molinari (nella foto) per il quale la pm Giulia Alberti mercoledì ha chiesto una condanna a 10 anni e sei mesi che per l’abbreviato scendono a sette. Presente in aula durante l’arringa della difesa anche Cristina Paravicini, ex dipendente dell’Istituto comprensivo Damiani 2 di Morbegno, unica parte civile ammessa.

La difesa ha esordito cercando di inquadrare chi sia Molinari anche alla luce di quella riconosciuta patologia narcisistica che, ha detto il suo legale, lo avrebbe spinto a comportarsi da Padreterno, sebbene a farlo sentire nel giusto vi fosse anche un avvocato del quale Molinari si fidava e che anche riguardo ai discussi bandi lo rassicurava sul fatto che fossero preparati a regola d’arte". L’avvocato Di Pasquale ha poi affrontato la questione dell’organizzazione delle scuole. Il difensore del Provveditore ha sostenuto che le lamentate minacce da parte di Molinari ai danni di Cristina Paravicini, rappresentata dall’avvocato Valeria Morales Sosa, valevano zero: "Era petulante e noioso d’accordo, ma bastava dirgli di no, visto che non aveva il potere di gestire direttamente fondi".