BORGO VALBELLUNA (BELLUNO) - Da scarto industriale a risorsa strategica: a Borgo Valbelluna la ceramica difettosa non finisce più in discarica, ma torna a vivere dentro nuovi prodotti. È il cambio di paradigma firmato Ceramica Dolomite, prima azienda veneta del settore ad ottenere dalla Regione Veneto il riconoscimento dello scarto ceramico come sottoprodotto fin dall’origine. In concreto, i sanitari difettosi o non commercializzabili non vengono più trattati come rifiuti speciali da smaltire all’esterno, ma come materiale recuperabile da reintrodurre direttamente nel ciclo produttivo. Un passaggio che ha benefici multipli: non solo riduce i costi di smaltimento ma limita il consumo di materie prime vergini e rende più efficiente l’intero processo industriale. Questo cambio di paradigma riguarda i prodotti ceramici non commercializzabili rappresentati da circa il 15% della produzione annuale: sanitari con difetti strutturali o estetici – crepe, rotture o deformazioni – che non possono essere venduti normalmente sul mercato. «Abbiamo aperto la strada ottenendo un decreto regionale che riconosce questo materiale non più come rifiuto ma come sottoprodotto - spiega Pablo Battistini, ceo di Ceramica Dolomite -. Per noi significa ridurre drasticamente i costi di smaltimento, diminuire il consumo di materie prime vergini e migliorare ulteriormente la qualità del prodotto finale».
Ceramica Dolomite, il materiale di scarto rivive in nuovi prodotti: «La sostenibilità è un asset strategico»
BORGO VALBELLUNA (BELLUNO) - Da scarto industriale a risorsa strategica: a Borgo Valbelluna la ceramica difettosa non finisce più in discarica, ma torna a vivere dentro nuovi prodotti....









