BORGO VALBELLUNA (BELLUNO) - Freddo glaciale all'unità di crisi della regione del Veneto. La proprietà Ceramica Dolomite e le organizzazioni sindacali hanno dimostrato ieri pomeriggio al tavolo istituzionale per discutere del piano industriale di rilancio dello stabilimento di Trichiana, posizioni distanti anni luce l'una dall'altra.

Un incontro molto teso in cui i tecnici della Regione hanno cercato di tessere fili e distendere gli animi con l'auspicio che il prossimo incontro, fissato per il 9 dicembre, possa essere più tranquillo e si possa, quindi, iniziare ad entrare nel merito del piano e cercare di costruire un percorso condiviso che porti al rilancio e quindi alla salvezza dell'azienda di Borgo Valbelluna.

La bomba è esplosa qualche settimana fa quando è arrivato l'annuncio della proprietà che lo stabilimento di Trichiana di Borgo Valbelluna versa in uno stato economico di grossa difficoltà. Per questo il Consiglio di amministrazione ha predisposto un piano industriale che mira a rilanciare il marchio Ceramica Dolomite, con la produzione di alta gamma, ma anche riducendo i costi. In questo senso, oltre allo spegnimento di un forno in modo che gli altri lavorino a pieno regime, vi è anche la volontà di ridurre il personale di 80 unità. Una doccia fredda per le maestranze che, insieme alle organizzazioni sindacali, si sono subito attivate organizzando scioperi oltre che un presidio davanti ai cancelli.