HomeMonza BrianzaCronacaAl via la startup dei rifiuti. Ma Busnago non la vuoleL’impianto trasformerà le scorie industriali in materiali riutilizzabili per l’edilizia. Sindaco e Consiglio comunale contro l’ok della Regione: "Abbiamo già dato".Deluso il sindaco Danilo Quadri Per anni abbiamo sostenuto costi ambientali importanti ma non ci è stato riconosciuto»Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciDa una parte una tecnologia che promette di trasformare rifiuti industriali in materiali riutilizzabili per l’edilizia, riducendo il ricorso alle discariche e immagazzinando CO2. Dall’altra le preoccupazioni di cittadini e Amministrazione per le conseguenze dell’impianto su un territorio già segnato "da un contesto a forte impatto ambientale fra strade e inceneritori".

A Busnago il progetto della startup lombarda Resilco è al centro delle polemiche. La società, fondata a Bergamo nel 2019 e con sede operativa a Caponago, ha avviato nel comune la prima linea sperimentale italiana dedicata al trattamento di residui industriali alcalini, come ceneri da termovalorizzatori, scorie siderurgiche e polveri derivanti dall’abbattimento dei fumi. Attraverso un processo di proprietà, gli scarti vengono trasformati in materie prime secondarie per il settore delle costruzioni, con contestuale stoccaggio permanente di anidride carbonica. Secondo Resilco, il processo utilizza la CO2 come reagente, opera a temperatura ambiente e consente un recupero superiore al 90% dei rifiuti trattati, producendo materiali che potrebbero sostituire fino al 30% del cemento. L’azienda sottolinea "il carattere temporaneo e sperimentale dell’iniziativa: conclusi i test e ottenuta l’eventuale classificazione End of Waste, l’impianto verrebbe dismesso per lasciare spazio alla commercializzazione di sistemi installabili direttamente nelle aziende clienti". Per limitare l’impatto, Resilco assicura "di aver ridotto i quantitativi trattati a 20 tonnellate l’anno, meno di 100 chili al giorno, molto al di sotto dei limiti previsti per impianti sperimentali". L’azienda ha anche messo a disposizione "monitoraggi volontari della qualità dell’aria".