Redazione
16 maggio 2026 09:18
Il comitato davanti all'impianto
Il Consiglio di Stato mette la parola fine alla lunga vicenda legata all’area dell’ex Martelli Tessile di Toscanella di Dozza. I giudici di secondo grado hanno respinto il ricorso presentato da CFG Ambiente S.r.l. contro la sentenza del TAR Emilia-Romagna, confermando la legittimità del diniego regionale al provvedimento autorizzatorio unico regionale (PAUR) per la realizzazione di un impianto di trattamento e recupero di rifiuti non pericolosi.Il Consiglio di Stato ha chiarito che il progetto non comportava una semplice “correzione cartografica”, come, bensì una “modifica sostanziale del quadro di tutela del Piano di Tutela delle Acque”. Con questa pronuncia l'insediamento della ditta con tale progettualità viene archiviato una volta per tutte, ma la sentenza ha riacceso – anziché placare – lo scontro politico. Dal palazzo municipale trapela grande soddisfazione per l'esito legale, che vede l'appellante CFG condannata anche alla rifusione delle spese legali nei confronti del Comune, intervenuto nel processo. Una decisione che, secondo la giunta, riconosce “la rilevanza del ruolo rivestito dall’Amministrazione comunale nell’iter di analisi e attenta valutazione del progetto presentato da CFG Ambiente”.Per l'Amministrazione, la sentenza “ha certificato, quindi, la verità sulla base della quale l’Amministrazione comunale, negli anni scorsi, ha fondato il suo agire negli interessi della cittadinanza”. Nota di merito espressa anche verso la struttura interna: “Ringraziamo i tecnici comunali, i consulenti e l’avvocato incaricato dall’ente per il lavoro svolto”, con un ringraziamento esteso a “tutti i cittadini che si sono fidati dell’Amministrazione e di un modo di far politica serio, basato sui fatti”.Nessun rimborso al ComitatoDi contro, dal Comune viene evidenziato il “diverso trattamento riservato all'altro interveniente, il Comitato costituito sulla vicenda" verso il quale le spese che non verranno rimborsate.Registrati alla sezione Dossier BolognaToday"Sentiamo il bisogno di precisare che nella sentenza del Consiglio di Stato è stato disposto il rimborso delle spese legali a favore delle parti convenute, ossia Regione Emilia-Romagna e Comune di Dozza, decisione della quale non possiamo che essere soddisfatti, trattandosi di denaro pubblico - scrive il Comitato sui social - Sul piano giuridico, invece, è corretto che non sia stato riconosciuto alcun rimborso al Comitato dei Cittadini, intervenuto nel giudizio in supporto a Regione e Comune per propria spontanea volontà, sostenendo con risorse proprie e di alcuni cittadini generosi le relative spese legali.Riteniamo pertanto improprio e denigratorio utilizzare tale decisione per screditare pubblicamente il Comitato o i cittadini che, in buona fede, ha scelto di partecipare alla vicenda nell’interesse della comunità locale". L'attacco dell'opposizione Di tutt'altro tenore la lettura dei consiglieri di minoranza. Luca Mainieri, Anna Urbanek e Matteo Ghini del Gruppo Cambiamento, insieme alla Consigliera Indipendente Michela Mazza, esultano parlando di “una vittoria dei cittadini e del territorio” e rivendicano il valore della mobilitazione popolare.“La nostra battaglia e quella del Comitato dei cittadini di Dozza e Toscanella non era ideologica o strumentale, né avrebbe fatto leva sulla paura dei cittadini - come ha persino scritto il sindaco in un suo libro - ma era ed è fondata su criticità reali, tecniche, ambientali, urbanistiche e sanitarie”, attaccano i consiglieri d'opposizione, ricordando come la localizzazione dell'impianto fosse totalmente errata, poiché posizionata “vicino ad abitazioni, attività agricole e produttive, su una viabilità già critica”.La minoranza accusa il primo cittadino di opportunismo e ricostruisce il contenzioso parlando di una forte pressione consiliare e popolare che “ha contribuito a portare il Comune ad assumere una posizione chiara, costituendosi in causa, dopo una fase iniziale di ambiguità e di sostegno, diretto o indiretto, al progetto”. L'opposizione incalza: “Non possiamo infatti dimenticare come in piena campagna elettorale il sindaco Albertazzi definisse l’impianto di CFG una opportunità e come - sollecitato dalla Comunità - abbia fatto poi dietro front. Se avesse opposto un fermo NO sin dall’inizio avremmo dovuto rischiare così tanto fino al Consiglio di Stato?”.Critiche anche in merito alla gestione dei rapporti con i comitati locali. Gli esponenti di minoranza si dicono “stupiti e molto amareggiati che il sindaco Albertazzi non abbia ringraziato pubblicamente il Comitato dei Cittadini che a proprie spese si è costituito in giudizio per rafforzare la posizione della Regione”, censurando un messaggio del primo cittadino ai suoi sostenitori definito “denigratorio nei confronti del Comitato” e bollando come “ignoranza - o malafede” l'allusione che la compensazione delle spese legali equivalga a una sconfitta del Comitato stesso.Il futuroChiuso il capitolo giudiziario sul termoriduttore, si apre ora la partita urbanistica ed ecologica per l'area ex Martelli. L'opposizione chiede un cambio di passo immediato e l'apertura di una “nuova fase”.“Il PUG va difeso con la massima determinazione, in coordinamento con il Nuovo Circondario Imolese, perché rappresenta oggi uno degli strumenti principali di tutela del territorio”, avvertono i consiglieri, ricordando che pendono ancora altri ricorsi contro lo strumento urbanistico. La richiesta finale all'Amministrazione è netta: “Il Sindaco deve convocare la proprietà e CFG per chiarire le loro intenzioni: vogliono presentare un progetto radicalmente diverso, sostenibile e compatibile con il territorio, oppure intendono vendere l’area?”. L'obiettivo prioritario resta, in ogni caso, evitare l'abbandono del sito e “procedere alla bonifica, a partire dalle migliaia di metri quadrati di coperture in amianto”.Iscriviti al canale Whatsapp di BolognaToday







