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12 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 8:10
Porto Empedocle, comune siciliano del Libero Consorzio di Agrigento, avrà il rigassificatore del quale si discute da 21 anni. Dal momento che la sua realizzazione solleva questioni riguardanti non solo la tutela del patrimonio culturale e ambientale, ma anche la pianificazione energetica dell’Ue. “In conclusione, il ricorso va rigettato in quanto infondato”, hanno scritto i magistrati del Tar per il Lazio nella sentenza del 27 maggio. Sconfitte le associazioni di categoria e quelle ambientaliste, che avevano proposto il ricorso per l’annullamento del decreto del settembre 2023 con il quale l’Assessorato Regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità concede una proroga di ulteriori 70 mesi per la conclusione dei lavori, prevista ad aprile 2028. La seconda proroga, dopo quella di 54 mesi del dicembre 2016.
Una discussione lunga 21 anni (e la sospensione per mafia) – La presentazione del progetto alla Regione Siciliana da parte di Enel, attraverso la controllata Nuove Energie, avviene ad agosto 2004. La Valutazione di impatto ambientale, con prescrizioni, arriva a settembre 2008. L’autorizzazione ad ottobre 2009. Con l’indicazione dell’avvio dei lavori “entro sei mesi dalla consegna delle aree demaniali” e l’ultimazione “entro i successivi sessanta mesi” (ovvero 5 anni). Dopo il pronunciamento sfavorevole del Tar del Lazio a dicembre 2010, la sentenza del Consiglio di Stato a luglio 2011 conferma l’autorizzazione alla realizzazione “nell’area di sviluppo industriale e nel porto di Porto Empedocle” di “un terminale di ricezione e rigassificazione di Gas Naturale Liquefatto con capacità di nominale di 8 miliardi di metri cubi all’anno, con unico in Europa due serbatoi interrati di 160 m3. In aggiunta “le relative opere marittime portuali ed il gasdotto di collegamento alla Rete Nazionale di Gasdotti”. Il cantiere viene avviato, ma a settembre 2013 sequestrato dalla Dda di Palermo per presunte infiltrazioni mafiose. Accuse venute a cadere nel 2016. A questo punto si susseguono le due proroghe. Arrivando all’attualità.







