Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica cerca una soluzione per il futuro del rigassificatore galleggiante ormeggiato a Piombino dal luglio 2023, la Italis Lng di Snam. In attesa di trovare la quadratura, la società guidata da Agostino Scornajenchi ha presentato, a fine 2025, una richiesta di proroga dell’autorizzazione unica che scadrà a luglio in virtù di un accordo, allora sottoscritto dall’ex ministro Roberto Cingolani, che fissava in tre anni la permanenza dell’impianto nel porto della cittadina toscana.
Le ipotesi alternative
Quella deadline si avvicina ora alla scadenza ma nessun sito alternativo, come pure prevedeva quell’intesa, è stato individuato. La soluzione di Vado Ligure che era stata caldeggiata dalla precedente amministrazione regionale e sulla quale era stato raggiunto un accordo di massima è venuta meno, come pure l’ipotesi Gioia Tauro. E, quindi, al momento l’idea di mantenere la Italis Lng a Piombino sembra essere la soluzione più probabile anche se l’ipotesi di un prolungamento ha riacceso lo scontro politico.
Il no alla proroga della Regione Toscana
La Regione Toscana, alla cui guida è stato riconfermato Eugenio Giani, è infatti contraria. «L’ho già confermato in più occasioni, ma ribadisco che io sono contrario a una proroga», ha spiegato l’esponente del Pd che è commissario governativo per il rigassificatore. «Chiedo un appuntamento al ministro Pichetto Fratin - ha aggiunto -per precisare con lui l’opinione contraria e verificare qual è fino in fondo l’opinione del governo». Giani ha ricordato che Snam «ha fatto una richiesta per acquisire dei documenti che le consentono di formalizzare in modo tecnico-scientifico» la richiesta di proroga, e ha detto che la Regione esprimerebbe «sicuramente» parere contrario, nel caso in cui venisse convocata una conferenza dei servizi per il riesame dell’autorizzazione. «Sono convinto, e lo dirò pacatamente e serenamente al ministro Pichetto Fratin - ha concluso -, che la Toscana abbia già dato. Ormai la banchina del porto di Piombino deve servire per la reindustrializzazione, per il polo siderurgico, quindi è bene che il governo pensi a un altro sito».








