Il dibattito sul futuro energetico e la sostenibilità ambientale si accende a Rimini, focalizzandosi sul contestato progetto di un sistema di accumulo energetico a batterie (Bess) previsto a San Martino in Venti. L’infrastruttura, che prevede l’installazione di oltre 200 grandi accumulatori industriali, ha incassato il fermo e convinto no da parte di Alleanza Verdi Sinistra Rimini, allineandosi così alla posizione già espressa nei giorni scorsi dall’amministrazione comunale. Pur riconoscendo che la stabilizzazione della rete elettrica sia fondamentale nella transizione ecologica, si contestano le proporzioni dell’opera. Secondo il partito, l’ottimizzazione dei flussi rappresenta certamente "un’esigenza tecnica da tenere in considerazione, ma l’impianto proposto – spiegano – risponderebbe soprattutto a logiche di produttività e risparmio nella realizzazione dell’opera mettendo in secondo piano l’interesse collettivo", penalizzando così la tutela del territorio e l’interesse della cittadinanza locale.
Un punto cruciale della critica riguarda le alternative decentralizzate già in fase di sviluppo nella provincia, come il modello virtuoso delle Comunità energetiche rinnovabili (Cer). "Rimini ha una sua comunità energetica nascente, una operativa a Riccione – sottolineano dal partito riminese – e c’è un progetto di realizzazione di un’altra comunità energetica nella Valmarecchia. Una delle caratteristiche delle comunità energetiche rinnovabili è proprio quella di ottimizzare e orientare i consumi in fasce orarie di alta produzione, un lavoro che va appunto nella direzione della stabilizzazione della rete".










