PADOVA - A svelare tutti i dettagli sulle cause della morte di Gianluca Benedetti sarà Luca Tajana: lo stesso che si è occupato del caso di Yara Gambirasio, la tredicenne assassinata nel 2010 da Massimo Bossetti. Sarà lui, medico legale dell’Università di Pavia, a dover dare le risposte che la famiglia e gli amici del 44enne padovano, morto la scorsa settimana alle Maldive durante un’immersione, stanno aspettando. Con lui sono deceduti tutti e quattro i compagni con cui si era immerso.
La Procura Il pubblico ministero di Busto Arsizio, Nadia Calcaterra, che lavora su delega della Procura di Roma, ha rotto gli indugi affidando l’incarico al super perito che all’epoca si occupò di uno dei fatti di cronaca più discussi degli ultimi vent’anni. La salma di Benedetti è stata imbarcata alle Maldive ed è atterrata martedì scorso a Milano Malpensa. Da lì il trasferimento all’obitorio dell'ospedale di Gallarate, lo scalo medico di riferimento per i rientri transoceanici, dove il corpo rimarrà custodito in attesa degli esami fissati per la prossima settimana. Un esame complesso per il quale Tajana non sarà solo: la Procura sta infatti per nominare un secondo consulente, un massimo esperto di incidenti subacquei. Solo dopo l’esame autoptico e il nulla osta della magistratura, la salma potrà finalmente fare l’ultimo viaggio verso Padova per i funerali, presumibilmente entro la fine della settimana entrante. Funerali che dovrebbero svolgersi nella parrocchia Cristo Re, frequentata da Gianluca per molto tempo partecipando al famoso “torneo di palo”, ma anche successivamente, quando una volta all’anno tornava a Padova dalle Maldive, dove ormai risiedeva da 2017. L’autopsia, che inizialmente era prevista già per questa settimana, ha costretto a rinviare però le esequie. Il cordoglio In città la scorsa settimana la notizia aveva gelato la comunità. Al quartiere Forcellini, dove Gianluca è cresciuto e dove vive ancora la madre Paola, i ricordi si rincorrono tra i bar, i patronati e le strade. Chi lo conosceva ne parla come di un ragazzo brillante, determinato, che nel 2017 aveva fatto una scelta radicale, quella di lasciare il posto fisso in banca, per inseguire l’amore viscerale per il mare e i fondali esotici. Le ipotesi Ma cosa ha ucciso Gianluca e i suoi compagni in quel paradiso trasformato in trappola? Nelle ultime ore si fa strada un’ipotesi tecnica precisa e terribile: la respirazione prolungata di ossigeno ad alta pressione. A oltre 60 metri di profondità, anche un minimo errore nella gestione delle miscele gassose può trasformare l’aria in veleno, provocando sinclopi fulminee o tossicità acuta del sistema nervoso. L’autopsia dovrà quindi chiarire se i tessuti dei sub mostrino i segni di questa tragica iperossia. C'è poi il giallo del ritrovamento: il corpo di Benedetti sarebbe stato individuato in una posizione diversa rispetto agli altri quattro italiani. Gli inquirenti puntano tutto sul recupero delle bombole e, soprattutto, delle schede di memoria delle GoPro che i sub avevano con sé. Le immagini registrate in quegli ultimi, drammatici minuti a sessanta metri di profondità potrebbero svelare il momento esatto in cui qualcosa è andato storto.














