PADOVA - È atterrata ieri (19 maggio) alle 14 sulla pista di Milano Malpensa la salma di Gianluca Benedetti. Il 44enne è tornato in Italia a cinque giorni dal dramma delle Maldive, ma per il rientro a casa e l'ultimo abbraccio di famiglia e amici bisognerà aspettare. C'è infatti lo "scoglio" dell'autopsia, un passaggio chiave e obbligato per provare a capire cosa sia accaduto ad oltre cinquanta metri di profondità. Il corpo è quindi a disposizione della magistratura.
L'inchiesta Là Procura di Roma, che per legge coordina le indagini quando ci sono decessi di connazionali all'estero, ha disposto l'autopsia, che verrà svolta nei prossimi giorni a Gallarate. L'orientamento dei pm capitolini potrebbe essere quello di affidare l'incarico a un unico team di medici legali per tutte e cinque le vittime, con l'obiettivo di ottenere una diagnosi unica, una voce sola e incontrovertibile sulle cause della morte, che potrebbero anche non essere le stesse per tutti i sub rimasti intrappolati a sessanta metri di profondità. Il fascicolo della Procura di Roma, per ora, parla chiaro: l'ipotesi di reato è omicidio colposo.La grotta Nel frattempo la Farnesina, che ha gestito le delicate operazioni del rimpatrio, continua a mantenere i contatti con le autorità locali e con i soccorritori per rimettere in fila i pezzi del drammatico puzzle. Una volta che tutti i corpi saranno rientrati in Italia, i magistrati della Capitale faranno partire le deleghe formali per i primi interrogatori: verranno ascoltati tutti i testimoni e i connazionali che si trovavano a bordo della "Duke of York", la safari boat da cui è partita la spedizione maledetta. E poi c'è il mistero che riguarda da vicino proprio il sub padovano. Quando gli speleosub finlandesi di Dan Europe sono scesi nella grotta sommersa, hanno trovato i corpi degli altri quattro italiani - le genovesi Monica Montefalcone e Giorgia Sommacal, e i piemontesi Federico Gualtieri e Muriel Oddenino - tutti insieme nella parte più remota e cieca dell'anfratto. Gianluca no. Il corpo del 44enne padovano era da un'altra parte, decisamente più vicino all'uscita della grotta. È stato un collega sub a individuarlo e a portarlo fuori usando gli scooter sottomarini. Perché si trovava lì, separato dal resto del gruppo? Ha cercato una via di fuga disperata? Ha tentato di dare l'allarme? Interrogativi a cui solo forse solo gli accertamenti tecnici potranno rispondere.Tour operator Mentre sul fronte societario la Albatros Top Boat precisa che l'imbarcazione era stata noleggiata dalla Island Cruiser Limited Company (società maldiviana e formale datrice di lavoro del personale), le risposte più importanti sono adesso racchiuse in pochi centimetri di tecnologia. I sub finlandesi hanno infatti recuperato e consegnato alla polizia locale le telecamere GoPro e le attrezzature dei sub.Video I video, i dati dei computer d'immersione, i tracciati della profondità e le riserve d'aria: lì dentro ci sono gli ultimi istanti di vita di Gianluca e dei suoi compagni di viaggio. Elementi decisivi che la Procura incrocerà con i risultati delle autopsie per capire cosa sia davvero successo in quei corridoi di roccia e buio a sessanta metri sotto il livello del mare.














