Nella terza cavità a sessanta metri di profondità, ci sarebbero i corpi degli altri quattro compagni, rimasti uno accanto all’altro. Tutte le ipotesi al vaglio degli inquirenti
Proseguiranno oggi le operazioni di recupero dei cinque sub morti alle Maldive. L’unico corpo finora recuperato è quello del capo barca Gianluca Benedetti, istruttore esperto. Sarebbe stato ritrovato da solo all’ingresso della camera sommersa, con le bombole ormai completamente scariche. Secondo quanto riporta Repubblica più avanti, nella terza cavità a sessanta metri di profondità, ci sarebbero i corpi degli altri quattro sub rimasti uno accanto all’altro. Da qui parte l’inchiesta delle autorità locali in merito alla strage avvenuta giovedì nei fondali dell’atollo di Vaavu.
Le ipotesi: la miscela nelle bombole o semplicemente il disorientamento
Secondo il quotidiano sarebbero due le ipotesi al vaglio: il primo riguarda un possibile problema alla miscela respiratoria utilizzata per immersioni oltre i cinquanta metri. Il secondo, quello che sembra più plausibile, è un incidente durante l’esplorazione della cavità. Potrebbero essersi persi e non sono riusciti a uscire. Perché è più ipotizzabile la seconda? Perché Benedetti sarebbe stato recuperato con la bombola principale completamente vuota, avrebbe quindi consumato tutta l’aria nel tentativo di risalire. Con sé aveva anche un bombolino di nitrox, miscela impiegata soprattutto nelle fasi di decompressione e risalita, ma inadatta oltre i trentacinque metri di profondità. Un sistema che però, nonostante fosse rischioso, non è stato inutilizzato. Ed è anche su questo aspetto che approfondiranno gli inquirenti. Perché avvalora la pista che il sub sia rimasto intrappolato nella cavità, senza poter risalire.










