CORTINA - L’aggiudicazione diretta alla bresciana Graffer, in cordata con la bergamasca Ecoedile e la bellunese Dolomiti Strade, dopo che avevano rinunciato alla commessa l’altoatesina Leitner e l’austriaca Doppelmayr. È su quel cruciale passaggio dell’appalto che ha acceso un faro la Procura di Belluno. Un affidamento senza gara che, secondo gli atti della procedura acquisiti dalla polizia giudiziaria, è stato giustificato così: «Ragioni di estrema urgenza derivanti da eventi imprevedibili dal committente».
LE TAPPE Il percorso dell’infrastruttura è stato scandito da alcune tappe significative nel 2025. Il 21 febbraio è scattata la Valutazione di impatto ambientale per l’impianto di risalita Apollonio-Socrepes a Cortina d’Ampezzo, promosso da Simico nell’ambito della legacy” (e cioè dell’eredità) dei Giochi. Quattro giorni dopo l’amministratore delegato Fabio Massimo Saldini ha indetto una procedura ristretta sopra soglia comunitaria per l’affidamento dell’appalto integrato, relativo alla progettazione esecutiva e alla realizzazione dei lavori. Nell’occasione l’ingegnere Valeria Cepi, «dirigente della Società, in possesso delle necessarie qualifiche e competenze», è stata designata come responsabile unico del progetto. In quel momento l’importo complessivo dell’appalto è stato fissato in 22.841.328,57 euro (più Iva e oneri di legge), a fronte di una durata complessiva pari a 240 giorni. Per l’aggiudicazione è stato indicato «il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo». Per la procedura di pre-qualificazione, da parte delle imprese interessate all’affare, è stato fissato il termine del 14 marzo. Tuttavia l’indomani Il Corriere delle Alpi ha svelato che si erano fatti avanti i colossi del settore Leitner e Doppelmayr, come rimarcato da Saldini nella determina dello stesso 15 marzo, sottolineando che la notizia è uscita «ben prima, quindi, della scadenza del termine di presentazione delle offerte, non essendo stata neppure ancora inviata la lettera di invito ai candidati ammessi a tale fase di gara; e ciò in palese violazione della citata previsione di legge e delle esigenze di segretezza ed assoluta riservatezza che essa presidia». Il commissario alle opere olimpiche ha perciò disposto «di annullare la procedura di gara» in corso, «a garanzia assoluta della trasparenza e della correttezza dell’operato» della stazione appaltante. Dopo che il 22 aprile si è tenuta la Conferenza di servizi decisoria, il 27 maggio Saldini ha esperito un secondo tentativo, questa volta attraverso una procedura aperta. Ma il 17 giugno Simico ha pubblicato l’avviso di gara deserta: «Nessuna offerta». Leitner e Doppelmayr hanno poi riferito di non aver partecipato per le perplessità sui tempi e sulla geologia. Dal sito della Società Infrastrutture Milano Cortina risulta che l’aggiudicazione è avvenuta il 7 luglio. Nove giorni dopo sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea è apparso il preavviso di affidamento diretto al Raggruppamento temporaneo di imprese formato da Graffer (di cui è legale rappresentante Angelo Redaelli), Ecoedile e Dolomiti Strade: «Affidamento diretto in esito a procedura aperta andata deserta». LA CORSA Da quel momento è partita la corsa conto il tempo per consegnare l’impianto di risalita, benché non strettamente connesso all’evento sportivo, già durante lo svolgimento delle Olimpiadi. Fallito l’obiettivo di rendere disponibile la cabinovia per il SuperG e la contestuale visita del presidente Sergio Mattarella, in programma per il 12 febbraio 2026, non è riuscita nemmeno l’apertura limitata agli addetti ai lavori per le Paralimpiadi, malgrado il cantiere sia stato chiuso entro il 6 marzo. Il nulla osta di esercizio è stato infatti soggetto a prescrizioni da parte di Ansfisa, per cui l’operatività al pubblico è slittata al prossimo luglio. Nel frattempo il totale del quadro economico è stato aggiornato a 34.930.322,52 euro.












