Pubblicato il: 21/05/2026 – 15:49

Stamattina sono state eseguite perquisizioni a Roma, Milano, Brescia, Napoli e Cortina d’Ampezzo (Belluno) nell’ambito di un’indagine per turbata libertà di gara d’appalto sui lavori della cabinovia Apollonio-Socrepes, l’impianto a fune di Cortina che avrebbe dovuto essere operativo per l’inizio delle Olimpiadi invernali. Lo rende noto la Procura di Belluno. Le perquisizioni riguardano i locali delle società Simico (committente) e Graffer (esecutrice dei lavori), oltre a perquisizioni personali e informatiche nei confronti degli indagati. L’ipotesi è che accordi collusivi o modalità fraudolente abbiano favorito Graffer nell’assegnazione dei lavori, con la consapevolezza che i tempi non sarebbero stati compatibili con l’apertura dell’impianto prima delle Olimpiadi. Le perquisizioni sono svolte dagli uomini della squadra mobile di Belluno e dallo Sco.

Tre indagati

Le persone formalmente indagate nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Belluno sono tre, una delle quali è l’amministratore delegato di Simico, Fabio Massimo Saldini. Lo riferisce il Procuratore capo, Massimo De Bortoli. Allo stato attuale non è ancora prevista una loro convocazione. Prima, è stato spiegato, occorre completare le acquisizioni di documentazione, anche informatica, utile a ricostruire il fatto. «Simico conferma di aver immediatamente garantito la più ampia e totale collaborazione agli organi inquirenti, nell’ambito delle attività di accertamento in corso relative alla cabinovia Apollonio-Socrepes di Cortina d’Ampezzo». Così Simico, la società responsabile della realizzazione delle opere connesse ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali 2026, in merito alle perquisizioni disposte dalla procura di Belluno «La società, come sempre avvenuto in ogni fase della propria attività istituzionale e realizzativa, – prosegue la nota – si è messa integralmente a disposizione dell’Autorità giudiziaria, fornendo e continuando a fornire tutte le informazioni richieste con trasparenza, tempestività e spirito di piena collaborazione». Simico «rinnova la propria totale fiducia nell’operato della Magistratura e degli organi inquirenti, nella convinzione che ogni approfondimento consentirà di chiarire compiutamente i fatti e di certificare e confermare ancora la correttezza, la linearità amministrativa e la piena regolarità dell’operato posto in essere dalla società».