La procura di Belluno ha reso noto di aver ordinato perquisizioni a Roma, Milano, Brescia, Napoli e Cortina d'Ampezzo per fare luce sull'indagine che ipotizza il reato di turbata libertò di gara d'appalto sui lavori della cabinovia Apollonio-Socrepes. L'impianto da 35 milioni di euro era considerato imprescindibile per la riuscita delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina ma non è mai stato inaugurato, a causa di ritardi sulle certificazioni di sicurezza e di una frana attiva nel terreno su cui è in parte costruito l'impianto. Le perquisizioni riguardano Simico, società del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti che si è occupata di costruire le opere olimpiche, e la bresciana Graffer a cui erano stati affidati i lavori.Simico ha confermato di "aver immediatamente garantito la più ampia e totale collaborazione agli organi inquirenti" si legge in una nota, mettendo "integralmente a disposizione dell'Autorità giudiziaria, fornendo e continuando a fornire tutte le informazioni richieste con trasparenza, tempestività e spirito di piena collaborazione" rinnovando "la propria totale fiducia nell'operato della Magistratura e degli organi inquirenti, nella convinzione che ogni approfondimento consentirà di chiarire compiutamente i fatti e di certificare e confermare ancora la correttezza, la linearità amministrativa e la piena regolarita' dell'operato posto in essere dalla società". Dossier - I conti sbagliati di Saldini e Salvini: la funivia "imprescindibile" per le Olimpiadi (35 mln) non aprirà nemmeno per le Paralimpiadi