CORTINA - Fabio Massimo Saldini, amministratore delegato di Simico e commissario di Governo alle opere olimpiche. Valeria Cepi, responsabile unica del progetto per conto della stessa Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026. Angelo Redaelli, legale rappresentante dell’azienda Graffer. Sono i tre indagati dalla Procura di Belluno nell’ambito della seconda inchiesta sulla cabinovia Apollonio-Socrepes, considerata l’opera infrastrutturale più rivelante fra quelle lasciate in eredità dai Giochi alla Conca d’Ampezzo. Accanto al fascicolo del sostituto Simone Marcon per le accuse di disastro e frana colposi, il procuratore Massimo De Bortoli coordina infatti le indagini sulla fattispecie di turbata libertà della gara di appalto: la svolta è emersa ieri, con le perquisizioni effettuate dalla Polizia di Stato in cinque città.
LA RILEVANZA Appunto a Cortina d’Ampezzo, dov’è in corso la realizzazione dell’impianto a fune da 35 milioni di euro e dove si trovava per lavoro Saldini, ma anche a Milano dove ha l’ufficio Cepi, a Roma dove ha la sede Simico, a Lonato del Garda (Brescia) dove ha la base Graffer, a Napoli dov’era in trasferta Redaelli. L’operazione ha svelato il passaggio dal cosiddetto “modello 45”, il registro degli atti che non costituiscono notizia di reato in cui un paio di mesi fa stazionava la fase conoscitiva preliminare, all’iscrizione dei tre dirigenti nel registro degli indagati per l’ipotesi che sia stata alterata la selezione del contraente dell’affidamento pubblico. L’attività è stata resa nota «in considerazione della rilevanza pubblica dei fatti e delle ragioni di pubblico interesse ad una corretta informazione in merito alle attività investigative espletate», a proposito dei lavori di costruzione del sistema da 50 cabine e 3 stazioni per una capacità di 2.400 passeggeri all’ora, «la cui entrata in esercizio era prevista per l'inizio dei Giochi Olimpici Invernali del febbraio 2026». In realtà il funzionamento per il pubblico non è scattato nemmeno con le Paralimpiadi: dopo le prescrizioni impartite dall’ente di sicurezza Ansfisa, l’avvio dell’operatività è stato rinviato al prossimo luglio. LA DOCUMENTAZIONE Ad ogni modo gli accertamenti, effettuati dagli ufficiali di polizia giudiziaria della Squadra mobile di Belluno e del Servizio centrale operativo di Roma, non hanno riguardato l’esecuzione bensì la procedura. Sono stati perquisiti i locali di pertinenza della committente Simico e dell’appaltatrice Graffer, con investigazioni personali e informatiche a carico dei tre indagati, tanto che è stata acquisita documentazione cartacea e informatica relativa all’infrastruttura. «L'ipotesi investigativa – ha precisato il procuratore De Bortoli – concerne la possibile sussistenza di condotte che, grazie ad accordi collusivi o comunque tramite modalità fraudolente, hanno deliberatamente favorito la società Graffer Srl nell'assegnazione dei lavori, a discapito di altre ditte interessate all'esecuzione degli stessi, con la consapevolezza che i tempi a disposizione non sarebbero stati compatibili con la messa in funzione dell'impianto entro l'inizio dei Giochi Olimpici». Il riferimento è all’aggiudicazione diretta della commessa, dopo che però la gara bandita da Simico dapprima era stata annullata e successivamente era andata deserta. I CONSULENTI Bisogna dunque capire in che termini, secondo gli inquirenti, le altre aziende del settore sarebbero state danneggiate. Su questo, comunque, la Procura ha fatto capire di avere già in mano dei riscontri. «Le attività di indagine, svolte anche con l'ausilio di consulenti tecnici, sono rivolte a rafforzare un solido compendio probatorio nel frattempo già acquisito», ha evidenziato De Bortoli. Proprio gli esperti, definiti «di elevata professionalità», saranno chiamati a depositare una relazione, da cui dovranno emergere i risultati dell’analisi che sarà condotta sui documenti prelevati ieri. I tempi non si prospettano molto brevi: potrebbe essere necessario attendere l’estate. Per il momento non è invece prevista una convocazione di Saldini, Cepi e Redaelli, anche se gli indagati potranno chiedere di essere sentiti con l’assistenza dei rispettivi avvocati, una volta che avranno preso contezza dell’impianto accusatorio e potranno così approntare una linea difensiva.










