C’è anche il nome del manager che gestisce un portafoglio di opere pubbliche per quasi 4 miliardi di euro nell’elenco degli indagati della Procura della Repubblica di Belluno, in relazione all’affidamento dei lavori per la cabinovia olimpica Apollonio-Socrepes di Cortina d’Ampezzo. L’inchiesta è condotta dal procuratore Massimo De Bortoli e dal sostituto Simone Marcon i quali hanno deciso di scoprire le carte ordinando le perquisizioni nelle sedi della Società Infrastrutture Milano Cortina 2026 a Roma e Cortina, nonché della società a responsabilità limitata Graffer a Centenaro, una frazione di Lonato in provincia di Brescia, e in abitazioni private e uffici a Milano e Napoli.
Dai decreti di perquisizione emergono le identità delle persone sospettate di “turbata libertà della gara d’appalto” in relazione ai lavori della controversa cabinovia che avrebbe dovuto essere realizzata in tutta fretta per renderla disponibile prima del 6 febbraio scorso. Gli indagati sono tre e spicca il nome di Fabio Massimo Saldini, che è allo stesso tempo commissario straordinario per alcune delle opere in carico alla società governativa Infrastrutture Milano Cortina (Simico), amministratore delegato e direttore generale. Al momento non sono emersi ulteriori dettagli, né l’identità degli altri due personaggi coinvolti, ma è indubbio che l’assegnazione diretta dei lavori a Graffer da parte di Simico sia stata decisa dal commissario straordinario, che è dotato per legge di larghi poteri di deroga delle norme, ad esclusione di quelle penali.










