Scuole, associazioni e cittadini. Tutti coinvolti in un lungo corteo per le strade di Pollena Trocchia nel nome di Vincenzo Liguori, vittima innocente di camorra, ma anche nel segno di una richiesta di legalità arrivata da una comunità scossa dai recenti episodi di violenza avvenuti nell’area vesuviana. L’iniziativa, promossa da “Libera - associazioni nomi e numeri contro le mafie” con il patrocinio morale del Comune, si è svolta ieri mattina attraversando il centro cittadino: la partenza da piazza Donizetti, poi il passaggio lungo corso Umberto I, piazza Amodio, via Massa e via Vesere fino alla piazzetta dedicata proprio a Vincenzo Liguori.

Al corteo hanno preso parte rappresentanti istituzionali, della società civile e del mondo scolastico. Presenti anche esponenti del mondo dell’antimafia sociale e del consiglio regionale, tra cui Giorgio Zinno, vicepresidente della Commissione speciale Anticamorra e Beni confiscati del Consiglio regionale della Campania, e Rosaria Manzo della Fondazione Polis. La manifestazione era stata annunciata come un momento pubblico contro «ogni forma di violenza e sopraffazione» e contro «la cultura dell’indifferenza». Un messaggio che ha assunto un peso ancora maggiore dopo la tragica uccisione di due donne avvenuta proprio a Pollena Trocchia nelle ultime ore. Incendio a Marano, fiamme nell'area industriale: soccorsi sul postoDurante il corteo è stato più volte richiamato il tema della memoria delle vittime innocenti della criminalità organizzata come strumento educativo rivolto soprattutto ai giovani. «Nelle ultime settimane il proliferare di armi e della violenza nella nostra provincia ci richiama tutti ad una presa di responsabilità collettiva», ha dichiarato Pasquale Leone, referente di Libera Napoli, facendo riferimento anche ai recenti fatti di sangue avvenuti a Napoli tra piazza Mercato e il Cavone. Sulla stessa linea il sindaco Carlo Esposito, che ha sottolineato la necessità di «non abituarsi a logiche di forza, sopraffazione e indifferenza». Vincenzo Liguori fu ucciso nel 2011 a San Giorgio a Cremano, vittima innocente di camorra, finito in un agguato che non era destinato a lui. Da allora il suo nome è rimasto inciso nella memoria collettiva come simbolo silenzioso di una violenza che continua a interrogare le coscienze. Negli anni la sua storia è diventata uno dei riferimenti delle iniziative promosse da scuole e associazioni impegnate sui temi della legalità e della memoria civile nell’area vesuviana. Il corteo si è concluso nella piazzetta dedicata a Vincenzo Liguori, dove istituzioni e associazioni hanno rinnovato l’appello alla partecipazione civile e alla costruzione di percorsi di legalità condivisa, soprattutto tra le nuove generazioni.