Mario Landolfi, 49 anni, di Sant'Anastasia è il killer delle prostitute di Pollena Trocchia. Sentito dai carabinieri nella caserma di Torre del Greco ha ammesso le proprie responsabilità pur contestando come movente dei due omicidi, avvenuti in giorni diversi, la legittima difesa. È la moglie a disegnare il suo ritratto.

Disoccupato godeva del reddito di inclusione e lavorava di tanto in tanto a nero. Secondo sempre il racconto fatto dalla moglie ai militari dell'Arma l'uomo avrebbe fatto anche uso di droga. Quando i carabinieri lo hanno rintracciato nella sua abitazione aveva ancora la maglietta sporca di sangue della sua ultima vittima. «Voleva 50 euro in più» Avevano 'pattuito' 100 euro ma poi hanno litigato perché lei - sostiene - voleva 50 in più. Ha reso dichiarazioni confessorie in relazione a entrambi gli omicidi Mario Landolfi. La più giovane è stata uccisa ieri sera, 17 maggio. L'altra il giorno prima, il 16 maggio. Landolfi ha ammesso di avere ingaggiato una colluttazione ieri sera, con la ragazza casertana, prima di farla precipitare nella tromba delle scale. Ai militari ha anche detto di avere tentato di recupere il corpo con una fune ma di non esserci riuscito. Della seconda non ha fatto alcun cenno fino a quando gli è stata mostrata la foto della la 49enne: a questo punto, dopo avere detto che dopo avere consumato cocaina gli si annebbia la mente, ha ammesso le sue responsabilità anche in relazione alla morte della donna di origini ucraine, la prima ad essere stato uccisa. Anche in questo caso a scatenare la lite sono stati i soldi: 80 euro il presso pattuito e 35 euro per l'albergo. La donna sarebbe voluta andare nella stanza di un hotel. Ma lui l'ha portata nelle palazzine abbandonate dove, al secondo piano, la discussione si è acuita. Ai militari ha riferito di avere reagito a un'aggressione e di averla spinta facendola cadere nel vuoto.Incastrato da una foto scattata da due testimoni L'hanno visto entrare in compagnia di una donna minuta in quel cantiere e poi, una ventina di minuti dopo, tornare alla macchina da solo, con una borsetta bianca tra le mani. E' stato individuato grazie alla testimonianza di una coppia di giovani, Landolfi. Gli sguardi del 48enne e quello di uno dei testimoni si sono incrociati mentre l'assassino stava tornando in macchina. Il testimone lo aveva già visto e la circostanza l'ha insospettito. Ha scattato una foto della vettura, inquadrando la targa. Poi ha chiamato i carabinieri, fornendo la descrizione del 48enne e della ragazza che era con lui. Così sono scattate le indagini che hanno consentito di individuare la vettura e il 48enne che, in caserma, davanti ai carabinieri e il pm di Nola, ha confessato di essere stato lui a uccidere le due donne.