Mario Landolfi e il cantiere dove sono stati ritrovati i corpi delle due donne, a Pollena Trocchia (Napoli)
Dopo aver confessato di avere ucciso quelle donne, si sarebbe fatto scappare un desiderio: si sarebbe augurato di ottenere gli arresti domiciliari, perché tra pochi giorni ci sarà una festa di famiglia a cui vorrebbe partecipare. Una richiesta naturalmente impossibile, quella che avrebbe rivolto ai carabinieri e al pm della Procura di Nola Mario Landolfi, reo confesso degli omicidi di una 49enne ucraina e una 28enne del Casertano, i cui corpi sono stati trovati in un cantiere edile abbandonato da decenni a Pollena Trocchia (Napoli).
Il 48enne di Sant'Anastasia è stato individuato grazie alla testimonianza di una coppia di giovani, che lo hanno visto entrare nel palazzo insieme a una donna minuta e, una ventina di minuti dopo, lo hanno visto uscire da solo, con una borsetta bianca tra le mani; il ragazzo si è insospettito e ha scattato una fotografia della sua automobile, inquadrando la targa, poi ha chiamato i carabinieri e ha descritto l'uomo e la donna che era con lui. Così sono scattate le indagini, che hanno consentito di individuare il 48enne. I due omicidi sarebbero avvenuti durante un litigio nato per questioni di soldi. Sempre lo stesso: le due vittime, entrambe prostitute, secondo il racconto del reo confesso avrebbero chiesto più di quanto pattuito inizialmente. La prima donna uccisa, la 49enne ucraina, sarebbe stata prelevata a Napoli, in zona Gianturco, nella serata del 16 maggio; avrebbe chiesto 80 euro per la prestazione sessuale, a cui si sarebbero dovuti aggiungere 35 euro l'hotel. L'uomo, però, l'avrebbe portata nella palazzina abbandonata. E, sempre secondo il suo racconto, ci sarebbe stata una discussione, durante la quale sarebbe stato aggredito e, reagendo, l'avrebbe spinta facendola cadere nella tromba dell'ascensore.












