«Se non volevo far trovare i corpi li avrei bruciati, invece ho deciso di farli trovare. Nella macchina ho due bottiglie vuote, avrei preso la benzina per bruciare i corpi e renderli irriconoscibili». Poco prima delle sette di lunedì mattina, al termine di un lungo interrogatorio andato avanti per l’intera nottata, Mario Landolfi, l’uomo fermato per il duplice omicidio di due donne a Pollena Trocchia, rende delle dichiarazioni che lasciano tutti perplessi. Negli uffici della caserma di Torre del Greco, il pm Martina Salvati e i carabinieri, si scambiano un veloce sguardo: quella risposta, di fatto, non era stata conseguenza di nessuna domanda. Ma, soprattutto, i cadaveri delle due vittime sono stati ritrovati grazie alla segnalazioni di alcun testimoni. Non dopo la sua ammissione di colpevolezza. E così, quando il magistrato gli chiede se ha altro da dichiarare, il 49enne risponde: «fumo queste sigarette Wiston blu».
In attesa dell’esito degli esami autoptici e anche dell’udienza di convalida, gli investigatori stanno scavando nella vita privata dell’uomo per cercare di carpire altri dettagli che possano essere utile a delineare il suo profilo psicologico e criminale e su i suoi spostamenti per verificare eventiuali altre situazioni. Come trovare conferme al racconto della sua moglie: «In passato era stato violento nei miei riguardi - ha detto la donna durante l’interrogatorio - mi picchiava, era solito spingermi e schiaffeggiarmi». Landolfi, 49 anni, la stessa età della sua prima vittima che definisce più volte «anziana», nel corso dell'interrogatorio ha fatto anche il nome di un’altra donna, definendola «la mia amante». Una donna con la quale sarebbe stato in quel cantiere abbandonato di viale Italia a Pollena Trocchia, venerdì sera. Anche lei di Sant’Anastasia. Di questa persona fornisce non solo le generalità ma persino l’indirizzo di residenza. E ammette di averla portata in quel cantiere abbandonato soltanto un giorno prima dell'omicidio di Lyuba, la 49enne ucraina. La sua prima vittima. Pollena Trocchia, uccide due donne per non pagarle di più: arrestato l’assassino L’assassino, originario di Sant'Anastasia, in prima battuta aveva negato questo omicidio. Poi ha chiesto di parlare con un brigadiere di cui «si fidava», ha detto, e ha confessato anche quel delitto. Un racconto nel quale appare quasi «stupito» della reazione della ucraina che voleva andare in albergo e non in quel posto degradato. «Avevo messo anche una coperta a terra», afferma come se tutto fosse stato normale. Poi mostra i polsi: «mi ha procurato delle escoriazioni con le unghie». Le stesse che, poco prima, dice gli sono state provocate da Sara. Della 29enne nata a Santa Maria Capua Vetere, la sua seconda vittima, Landolfi ha dichiarato di non sapere nulla, neanche il nome. Ma da subito ha ammesso di essere stato lui a scaraventarla giù dalla tromba dell’ascensore dal secondo piano della palazzina. Omicidi, spiega, avvenuti tutti per legittima difesa, perché le due donne lo avrebbero aggredito perché non soddisfatte dell’appuntamento: una avrebbe voluto andare in albergo, l’altra avrebbe voluto 50 euro in più sul prezzo concordato. Saranno ora gli esami autoptici a chiarire se le due donne siano morte sul colpo oppure siano state lasciate a terra agonizzanti. I testimoni Non c’è una sbavatura nel racconto dei testimoni. I due amici, un ragazzo di Sant’Anastasia e una ragazza di Pollena Trocchia, sentiti in momenti diversi hanno raccontato la stessa versione dei fatti. E lo hanno fatto nella nottata tra domenica e lunedì mentre un’altra testimone, residente anche lei nella zona, ha fornito ai carabinieri la foto della targa della Opel Corsa grigia di Landolfi. Venti minuti. Questo il tempo impiegato da Landolfi per entrare nel cantiere, salire a piedi al secondo piano, iniziare l’approccio con Sara, litigare e scaraventarla giù. Qquindi scendere nuovamente al piano terra, incamminarsi verso l’uscita e dirigersi verso la propria auto. Secondo i testimoni la ragazza camminava avanti, forse sapeva dove doveva andare. Forse Landolfi poteva non essere una conoscenza occasionale.











