CANNES – Tilda Swinton arriva a Cannes con il suo taglio di capelli color platino, l’abito colorato, la forza delle sue convinzioni e la sua grazia nell’esprimerle.
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“Non ho paura per il futuro del cinema. Neanche in tempi di intelligenza artificiale, finché l’essere umano sarà capace di sorprendere lo spettatore non c’è gara. Quello che dobbiamo fare è ciò che solo gli esseri umani possono fare: creare esperienze caotiche e avventurose in modo che il pubblico non sappia cosa succederà dopo e si goda il momento – ha detto l’attrice nell’affollato incontro con il pubblico – il cinema non va giudicato sui numeri, è e sarà sempre un mezzo sperimentale, un laboratorio. Ho appena riletto l’autobiografia di Michael Powell (grande cineasta inglese di Scarpette rosse e L’uomo che uccide, ndr) e dalla fine del cinema muto fino al Covid abbiamo sempre gridato alla morte del cinema. Ma il cinema è talmente flessibile e in trasformazione che io sono certa che, come è sopravvissuto al colore, alla tv, allo streaming sopravviverà anche al resto. Ai miei figli gemelli, che oggi hanno 28 anni e sono appassionati cineasti e vanno al cinema con gli amici anche cinque volte a settimana, dico sempre: ‘Non siate snob, vedete tutto. L’esperienza di guardare insieme un grande schermo da una sala buia non finirà mai’”.











