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«Omnia Romae venalia sunt», a Roma tutto è in vendita, è celebre la frase di Sallustio per dire della profonda corruzione di una società pronta a vendersi per denaro. È questo che viene in mente leggendo «Omicidi Srl» (Sellerio), l’ultimo romanzo di Alessandro Robecchi con protagonisti due killer, il Biondo e Quello con la cravatta, già presenti in «Il tallone da killer», primo episodio della nuova serie (dopo quella di Carlo Monterossi, con l’omonima serie tv) dello scrittore milanese, già editorialista del “Manifesto” e di “Cuore”, firma caustica di trasmissioni televisive e spettacoli teatrali.
Una sorta di “poliziesco al contrario”, come viene definito, che sin dallo spiazzante titolo mette al centro il “sistema” di «ammazzare la gente per soldi, un mestiere come un altro, con le sue preoccupazioni e i suoi grattacapi ma anche con i suoi vantaggi», un romanzo feroce, ambientato a Milano, la «capitale attrattiva e moderna che moltiplica i soldi», dove il crimine quotidiano si specchia cinicamente nelle puntate infinite di talk show che fanno abbuffate di casi omicidiari. Lontano dalle convenzioni del noir, «Omicidi Srl» non contempla la sciasciana «metafisica del poliziesco» con l’incorruttibilità infallibile dell’investigatore. Qui, al contrario, tutto è in vendita: il delitto come pratica ordinaria di un quotidiano torbido, che l’umorismo nero dello scrittore mette in scena capovolgendo i punti di vista. Che sono quelli del Biondo e di Quello con la cravatta, che, semmai fossero sfiorati da pensieri di pensionamento, continuano a lasciarsi incantare dal male e, anzi, a rinforzare la Snap Srl, «la loro prestigiosa azienda di eliminazioni» con la collaborazione della «stimata collega» Francesca Aroldi, sostenitrice del «free jazz», dell’ improvvisazione, di contro alla puntuale pianificazione della scuola di pensiero dei due soci.












