Foto da Unsplash
Tra i tavoli del Tufello e di Testaccio si decidevano carichi di droga e azioni usuraie. Ma nelle inchieste c'è anche il ruolo dei colletti bianchi nel "resettaggio" delle società per sfuggire ai sequestri
Roma non è solo la città della grande bellezza o della politica dei palazzi. È, sempre più spesso, una città dove il potere criminale si siede a tavola, ordina una specialità della casa e, tra un calice di vino e un caffè, gestisce narcotraffico, usura e riciclaggio. I ristoranti e i bar della Capitale - a volte - non sono soltanto luoghi di svago, ma veri e propri "uffici" decentrati delle mafie.
Il contenuto è riservato agli abbonati.
Caricamento in corso: attendi un istante...






