Dalla Colombia ai tavoli dei ristoranti di Testaccio, fino al fango dei campi di periferia dove i sogni dei giovani calciatori rischiano di affondare. Questa settimana con le inchieste di Dossier entriamo dentro le stanze del potere criminale che ha trasformato i bistrot storici della Capitale in uffici per i summit mafiosi, e vi svela le rotte transnazionali della cocaina liquida. Ma ti raccontiamo anche una Roma più intima e grottesca, fatta di bambole che sembrano neonati veri, di inquilini dimenticati nelle case popolari e di automobilisti gabbati dall'ultima truffa al distributore.I SUMMIT AL RISTORANTE E L'ASSE ROMA-MEDELLINRoma non è solo la città della grande bellezza, ma una Capitale dove le mafie siedono a tavola. Lorenzo Nicolini firma una mappa da brividi sui locali storici trasformati in "uffici" dei clan. Dalla galassia dei ristoranti 'Da Baffo' sulla Tuscolana, controllati dai Senese con camierieri-sentinella pagati fuori mercato, si passa a Testaccio, dove l'ex Banda della Magliana 'Er Palletta' Pernasetti gestiva affari di droga dal dehors di 'Da Oio a Casa Mia'. E mentre al Tufello Guerino Primavera usava i bar per tessere truffe con poliziotti corrotti, alla Garbatella Vincenzo Alvaro muoveva l'impero della 'Ndrangheta dal 'Binario 96', ordinando "resettaggi societari" al primo sospetto di microspie.Gli stessi leader criminali che ordinano cacio e pepe nei bistrot romani gestiscono in realtà rotte intercontinentali. Sempre Lorenzo Nicolini ci porta dietro le quinte dell'inchiesta 'Kleopatra', che ha svelato il filo diretto tra Tor Bella Monaca e il Clan del Golfo in Colombia. Protagonisti i broker romani Roberto Nastasi, detto ‘Il Nero’, ed Emanuele Gregorini, ‘Dollarino’. Per aggirare i controlli doganali, la banda spediva in Calabria cocaina disciolta in flaconi di plastica etichettati come "succo di moringa" tramite corriere espresso, oppure nascondeva panetti da 30mila euro al chilo in scatole di fiori dirette ad Amsterdam, il tutto con la regia della cosca 'ndranghetista dei Gallace.IL FANGO DENTRO E FUORI DAL CAMPOMentre i capitali sporchi dei narcos si riciclano facilmente, il calcio di base a Roma sta letteralmente morendo nel fango. Alessio Garzina mette in fila i numeri di una crisi impiantistica drammatica: per rifare un singolo campo in erba sintetica servono tra i 350 e i 600mila euro, a cui vanno aggiunti 30mila euro di costi di omologazione ogni dieci anni. Cifre insostenibili per le piccole società dilettantistiche della Capitale. Il risultato è un deterioramento accelerato delle strutture che allontana i giovani talenti, impossibilitati a crescere in impianti sicuri a causa di investimenti che non si ripagano mai.Il fango e l'abbandono non risparmiano nemmeno chi una casa dovrebbe avercela garantita dallo Stato. Valerio Valeri scatta un'istantanea "horror" della vita nei complessi Ater, da Primavalle al Laurentino 38, fino ad Acilia. Tra muffe, infiltrazioni, cantine allagate e ascensori rotti da anni che costringono i disabili a una reclusione forzata, l'azienda regionale mostra tutte le sue storiche fragilità manutentive. La beffa è che tutto questo avviene dopo gli anni d'oro dei bonus edilizi e dei fondi Pnrr (ben 176 milioni destinati alla Pisana): due treni ad alta velocità che l'Ater ha visto passare restando ferma in banchina.LE TRAPPOLE AL VOLANTE E L'ILLUSIONE DI UN BEBÈDai palazzi popolari alle strade, muoversi a Roma è diventato un terno al lotto anche a causa dei distributori d'oro. Claudio Bellumori rivela i dati della Guardia di Finanza sulle frodi del carburante: nel 2026 i sequestri di gasolio allungato o con residui di zolfo sono raddoppiati, con anomalie riscontrate nel 50% delle pompe controllate, dal Tufello alla Garbatella. Complice la crisi in Medio Oriente, i truffatori attirano i romani con prezzi stracciati per rifilare carburante con un punto di infiammabilità pericolosamente basso. Grazie ai laboratori chimici mobili, le fiamme gialle riescono ora a porre i sigilli in tempo reale.In questo clima di ansia metropolitana, c'è chi cerca rifugio in un mercato bizzarro e iperrealistico. Filippo Poltronieri ci introduce nel mondo romano delle "bambole reborn", riproduzioni fedelissime di neonati in vinile e stoffa, con tanto di capelli in mohair cuciti uno a uno e bocche calamitate per il ciuccio. Acquistate da collezionisti, ragazzine o utilizzate per scopi terapeutici contro la depressione senile, queste creature artigianali (da 1,8 kg per 46 centimetri) vivono un vero boom sui gruppi social della Capitale nel 2026, pur dovendo combattere contro la concorrenza spietata delle copie industriali dei grandi e-commerce.LA SANITÀ DEL LAZIO AI VOTICi sono poi le pagelle della Pisana ai top manager della sanità pubblica. Giulia Argenti analizza le valutazioni della Giunta regionale sull'operato dei direttori generali per gli obiettivi del 2023. Se non si registrano bocciature drastiche, la mappa della cura nel Lazio evidenzia profonde discrepanze: l'Ares 118 e il colosso Spallanzani conquistano il massimo dei voti e i relativi premi economici, mentre l’Asl Roma 5 arranca all'ultimo gradino della classifica, posizionandosi poco sopra la sufficienza.LO SPORT TRA SOGNI E ABBANDONIVincere sul campo non basta se la burocrazia e la mancanza di impianti ti tagliano le gambe. Claudio Bellumori ci racconta il paradosso dell'Ostiamare, che dopo una storica promozione in Serie C rischia di non poter giocare nel proprio territorio. In tutta Roma solo l’Olimpico è omologato per la categoria, una strada impraticabile. Con la scadenza del 29 maggio alle porte, il patron Daniele De Rossi e l’assessore Onorato cercano soluzioni: si profila un esilio a Guidonia o Latina, mentre si studia l'adeguamento lampo del 'Giannattasio' alla Stella Polare per evitare di tradire l'orgoglio lidense.Mentre a Ostia si lotta per un campo, a pochi chilometri di distanza un colosso dello sport romano si spegne nel disinteresse delle istituzioni. Filippo Poltronieri accende i riflettori sul declino del Salaria Sport Village, un tempo fiore all’occhiello europeo con 4.000 soci, oggi ridotto a una distesa di palestre e piscine spettrali dopo la confisca definitiva del 2020. Nonostante la gestione sia passata all'Erario tramite l'Agenzia dei Beni Sequestrati con il mandato morale di restituirlo alla collettività, il circolo vive un'emorragia drammatica. Emblematico il caso del tennis club, passato da 150 a soli 40 iscritti.NUOVE DIPENDENZE E STRATEGIE DI SOPRAVVIVENZADallo sballo dei grandi impianti a quello, decisamente più tossico e subdolo, che si consuma nei vicoli della movida. Alessio Garzina svela lo sbarco a Roma della "droga del palloncino": protossido d’azoto venduto a uno o due euro nei minimarket di Trastevere. Nato per uso alimentare, il gas esilarante viene inalato dai ragazzi nei rave ma anche ai diciottesimi in locali della Capitale. Un gioco apparentemente innocuo, che sfugge ai normali test antidroga e che sta spopolando tra i giovani sportivi per l'effetto rapido, ma che lo psichiatra del SerD Picello definisce pericolosissimo per i rischi di gravi danni neurologici a lungo termine.Mentre i ragazzi cercano il distacco dalla realtà per un euro, i clienti facoltosi spendono cifre astronomiche per proteggersi da minacce ben più globali. Matteo Torrioli ci porta alla scoperta del nuovo status symbol dei romani: il bunker anti-atomico. Tra guerre e ansie post-pandemiche, nella Capitale è scoppiato il boom di richieste per rifugi NBCR e stanze antipanico. Poiché scavare nel sottosuolo archeologico della città è impossibile, i costruttori specializzati rivelano che i clienti capitolini stanno blindando rustici fuori provincia o riconvertendo stanze esistenti in località top secret.I CONTI DELLA CARITÀ E IL BUSINESS DELLE CENERIDalle paure del futuro ai flussi finanziari che regolano il presente, anche dove l'obiettivo dichiarato è l'assistenza agli ultimi. Federico Tulli analizza i bilanci della Cooperativa Roma Solidarietà, braccio operativo della Caritas che gestisce servizi cruciali come l'ostello di via Marsala, finanziati anche dalle monetine della Fontana di Trevi (1,5 milioni l'anno). Nonostante i generosi contributi pubblici e i versamenti a copertura perdite della Fondazione Caritas, la cooperativa ha accumulato un rosso di oltre 9,8 milioni in tre anni. Sullo sfondo, una fitta rete di incarichi e sovrapposizioni al vertice che solleva interrogativi sulla trasparenza.Se la gestione del welfare sociale arranca, la Regione Lazio decide di mettere un freno a un altro settore che sulle sventure umane macina storicamente profitti d'oro. Sara Mechelli ci spiega perché la Giunta Rocca ha approvato il primo piano di coordinamento che blocca la nascita di nuovi forni crematori fino al 2030. Nonostante una crescita della domanda del 13,4% nell'ultimo biennio, i quattro impianti privati già attivi nel Lazio vengono considerati sufficienti a coprire le oltre 40mila cremazioni previste. Una decisione che fa tirare un sospiro di sollievo ai comitati cittadini, a partire da Mentana.