L. L. M.

21 maggio 2026 14:55

La protesta contro la pista ciclabile in via Generale Di Maria

Piste ciclabili nella bufera. Il giorno dopo lo stop forzato ai lavori in via Generale Di Maria, a causa della "rivolta" di residenti e commercianti, resta il dubbio sul futuro di quel tratto di ciclovia finanziato con fondi del Pnrr e che dovrebbe essere completato entro il 30 giugno. Con una nota intervengono il sindaco Roberto Lagalla e l'assessore alla Mobilità Maurizio Carta, i quali lasciano intendere che partirà un ulteriore confronto con gli abitanti del quartiere ma che l'intenzione è quella di non mollare.No alla pista ciclabile in via Generale di Maria: residenti e commercianti occupano il cantiere e fermano i lavori"Comprendo le preoccupazioni espresse da alcuni residenti e commercianti rispetto ai lavori in corso per la realizzazione delle ciclovie cittadine, ma ritengo necessario riportare il confronto su un piano di correttezza istituzionale e di dialogo civile. Non corrisponde al vero - precisa - che questi progetti siano stati calati dall’alto o approvati senza alcuna interlocuzione con il territorio. Tutti gli interventi sono stati trasmessi alle circoscrizioni competenti e, nel caso specifico di via Generale Di Maria e via Damiani Almeyda, il progetto è stato inviato a giugno 2024 all’ottava circoscrizione, nell’ambito del percorso previsto dalle procedure amministrative e di confronto istituzionale". E aggiunge: "Sappiamo bene che ogni trasformazione urbana, soprattutto quando interviene sul tema della mobilità e della sosta, può generare dubbi o contrarietà. Per questo motivo, in questi mesi abbiamo ascoltato osservazioni, raccolto suggerimenti e, in alcuni casi, anche modificato o rimodulato alcuni tracciati proprio per cercare il miglior equilibrio possibile tra le esigenze dei residenti, dei commercianti e l’interesse generale della città".Come successo per corso Calatafimi, anche se in quel caso il progetto sulla pista ciclabile è stato accantonato, l'assessore Carta punta al confronto con residenti e commercianti ma l'intenzione sembra quella di proseguire con i lavori. "L’Amministrazione continuerà a mantenere aperto il dialogo con il territorio, ma allo stesso tempo ha il dovere di portare avanti opere pubbliche strategiche nell’interesse collettivo della città". E sottolinea: "Le ciclovie non rappresentano un capriccio ideologico, ma fanno parte di un programma finanziato con fondi del Pnrr e inserito in una più ampia strategia europea e nazionale per migliorare la qualità dell’aria, rendere la mobilità più moderna e sostenibile, e adeguare Palermo agli standard delle principali città europee. Parliamo di interventi che servono anche a contrastare l’inquinamento atmosferico e a offrire alternative concrete all’uso esclusivo dell’auto privata, ricordando che sono già stati realizzati 10 km di percorsi ciclabili, è stata ripristinata via Libertà ciclopedonale le domeniche e nei festivi e che, dopo anni, sono state appostate risorse per la manutenzione delle piste ciclabili esistenti".Si può usare la bici al posto dell'auto a Palermo? Viaggio nelle piste ciclabili tra buche e percorsi a ostacoliSul caso oggi si è pronunciata ancora una volta, attraverso un post su Facebook, la Consulta della bicicletta che invita il Comune a non cedere alle pressioni di chi si oppone alle piste ciclabili ma che chiede anche la realizzazione di infrastrutture adeguate. "Non servono percorsi ad ostacoli, poco lineari, avulsi dalle ciclabili esistenti. Sono un danno. A che serve pubblicare sul sito istituzionale i risultati di un sondaggio da cui si evince che il 65% degli studenti intervistati vorrebbe andare a scuola in bici ma non lo fa per mancanza di sicurezza e di infrastrutture adeguate? A che serve ricevere un premio per un progetto di mobilità sostenibile se poi questo progetto non viene realizzato? Chi oggi riveste un ruolo istituzionale abbia il coraggio e l'orgoglio di crederci e di portare a termine quei progetti che, se ben fatti, miglioreranno la nostra città".