Le polemiche attorno alla pista ciclabile del ponte della Ghisolfa non si sgonfiano. Anzi. Tra incidenti e traffico oltre il livello di guardia, il quartiere ha voluto dire basta. Ieri pomeriggio Fratelli d’Italia ha mandato un messaggio forte e chiaro alla sinistra che amministra Milano: “Meno ideologia, più viabilità”. Perché cittadini e consiglieri di opposizione non hanno voluto opporsi tanto alla costruzione di nuovi percorsi sicuri per i ciclisti, quanto contestare la scelta ricorrente di posizionare le piste lungo le arterie principali del traffico. Una scelta puramente ideologica che mira a mettere in difficoltà chi si sposta con l’automobile.
Alle 18 il partito di Giorgia Meloni e il suo movimento giovanile si sono dati appuntamento all’angolo tra viale Scarampo e viale Serra: là, poco dopo l’inizio del ponte della Ghisolfa che ormai ogni giorno si ingolfa a causa della strettoia generata della nuova ciclabile. Del resto, questi sono i risultati se la strada in cui confluiscono cinque corsie (due del ponte e tre del corso sottostante) viene dimezzata.
«Abbiamo scelto questo punto per evidenziare la schizofrenia da cui è affetta la giunta: siamo sulla linea di confine tra il tratto Lotto-Stuparich, che rappresenta la città che corre veloce grazie alla costruzione della nuova preferenziale, e l’imbuto creato prima di piazzale Lugano», spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia in Comune, Riccardo Truppo. Per il consigliere, «la ciclabile rappresenta l’ennesimo contentino che la sinistra ha voluto concedere alle associazioni che promuovono le due ruote, scontentando però il resto della città».






