Il Comune prova a rimettersi in moto. Centrodestra duro, FI tende la mano

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La città va avanti, riaccende in parte i motori e prova a proseguire sul tracciato, irto di insidie, dell'urbanistica: mentre la Procura annuncia la chiusura di altre 4 indagini su altrettanti progetti e i giudici del Tribuale del Riesame bollano le indagini come "svilente semplificaizone argomentativa della procura e del gip" nella maxi inchiesta che ha luglio ha visto 74 indagati e la richiesta di 6 arresti, il sindaco Beppe Sala annuncia via radio l'approdo della delibera sulla vendita di San Siro in giunta. "Se tutto va bene oggi dovremmo andare in Giunta (con la delibera per la vendita dello stadio San Siro e delle aree circostanti) perché siamo arrivati con le squadre a un accordo. La Giunta risolverà il suo compito con una delibera, penso positiva rispetto a questo progetto". Dopodiché ci sarà un ostacolo ben più alto da saltare: il voto del consiglio comunale su cui si misurerà la tenuta della maggioranza di centrosinistra (al netto dei 6 voti contrari già annunciati: due del Pd, tre di Europa Verde e uno del Gruppo Misto). Trattandosi della cessione di un bene comunale la delibera infatti dovrà essere approvata dal consiglio comunale, del 29 settembre. "Noi lo porteremo in Consiglio, ci saranno commissioni e discussioni, poi bisognerà uscire con un sì o un no. Io voglio avere la coscienza a posto, aver fatto ciò per cui i cittadini mi chiamano a fare, e cioè di fronte a un problema, averlo affrontato. Quindi io lo porterò in Consiglio, suggerirò l'approvazione, voterò sicuramente a favore e poi dipenderà dal Consiglio. Tempi? Credo entro fine mese".