La protesta contro la pista ciclabile di via Generale Di Maria

Piste ciclabili della discordia. Dopo la rinuncia del Comune a realizzarle in corso Calatafimi e in un tratto di viale Regione per la rivolta dei residenti, oggi è scoppiata la protesta anche in via Generale Di Maria, a due passi dalla stazione Notarbartolo. Alcuni abitanti e commercianti della zona hanno manifestato la loro rabbia occupando il cantiere per la realizzazione della ciclovia. Alta la tensione, tanto che gli operai hanno dovuto sospendere i lavori. Per riportare il sereno è stato necessario l'intervento della polizia. Addio piste ciclabili in corso Calatafimi e in un tratto di viale Regione, in via De Gasperi lavori al traguardo tra le polemiche"Tanto tuonò che piovve - commenta Sabrina Figuccia, capogruppo della Lega in Consiglio comunale e presidente della terza commissione consiliare, proprio oggi riconfermata -. Com'era lecito aspettarsi, stamattina è esplosa la rabbia, ma in maniera assolutamente civile e senza alcuna forma di violenza, dei residenti e dei commercianti di via Generale Di Maria e via Damiani Almeyda, contro un progetto senza capo né coda, che tra l'altro è stato deciso senza alcuna interlocuzione né tantomeno accordi tra l'Amministrazione comunale e i residenti e i commercianti della zona".Secondo Figuccia “è diventato indispensabile bloccare immediatamente i lavori e ascoltare i cittadini affinché l'Amministrazione comunale possa apportare le necessarie modifiche ai progetti in corso per evitare altre tensioni e altri possibili scontri tra gli operai impegnati nei lavori e i cittadini, esasperati nel vedere le proprie strade e vie stravolte dai cantieri. Nessuno è contrario alle piste ciclabili, anzi, sono assolutamente utili per una migliore mobilità urbana, ma non si può decidere di effettuare lavori in maniera cervellotica, senza nessuna programmazione e con volontà calate dall'alto senza alcuna intesa con cittadini e commercianti”.Si può usare la bici al posto dell'auto a Palermo? Viaggio nelle piste ciclabili tra buche e percorsi a ostacoliIntanto, un incontro per dire no alla pista ciclabile in via Generale Di Maria è stato organizzato per sabato 23 maggio alle 10,30 al Gaudium di via Damiani Almeyda. Le ragioni dei contrari? "Meno posti auto in una zona già senza parcheggi; rischio chiusura per negozi, scuole, teatri e cinema; 280 metri di pista per pochi ciclisti, quando si può passare da via Notarbartolo a piedi o in bici; nessun confronto con i cittadini. Chiediamo rispetto, analisi costi-benefici seria e l’immediata revoca del progetto".La pista ciclabile verrà revocata come è successo per corso Calatafimi e per un tratto di viale Regione? Ci saranno ancora proteste come quella di via Generale Di Maria o malumori come nel caso della ciclovia quasi pronta di via De Gasperi? In ballo ci sono lavori finanziati dal Pnrr che il Comune dovrebbe completare entro il 30 giugno per non dover rinunciare ai finanziamenti che ammontano a circa 7,5 milioni di euro. Figuccia, intanto, chiede all'assessore Maurizio Carta di intervenire in consiglio comunale "per illustrare l'attuale situazione e provvedere alle modifiche necessarie per evitare ulteriori tensioni".Sul caso interviene anche Dario Stellino, portavoce della Consulta della bicicletta, il quale invita l'amministrazione ad andare avanti. “Questo è un film visto e rivisto. Fatti simili sono già successi con altre piste ciclabili, anche con la Dante-Praga contro la quale sono scesi in piazza in tanti. Ma ad oggi nessun commerciante è fallito e nessuno vuole che venga abolita. In quell'occasione l'amministrazione non si è piegata. Faccia lo stesso anche adesso, specialmente se si ritiene che si tratti di un progetto idoneo e sicura e che faccia parte di una rete di infrastrutture ben collegate fra loro”.