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Il giovane regista belga porta al Festival il suo terzo lungometraggio 'Coward', uno dei film più attesi dell'edizione

21 maggio 2026 | 15.41

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"Leggendo i diari dei soldati dell’epoca ho trovato moltissime espressioni di tenerezza. C’è un episodio in cui un soldato racconta che un commilitone si era travestito da sua madre per dargli il bacio della buonanotte e farlo dormire meglio". Così all’Adnkronos Lukas Dhont riflette sul tabù attorno alla tenerezza tra uomini, uno dei temi al centro di 'Coward', presentato in Concorso al 79esimo Festival di Cannes. Il film racconta la storia di un giovane soldato che arriva al fronte belga durante la Prima guerra mondiale, convinto di dover dimostrare il proprio valore. Sul fronte incontra però un gruppo di uomini che, attraverso il teatro e la performance, prova a creare un fragile spazio di libertà dentro la violenza del conflitto. "La tenerezza tra uomini è sempre esistita, non è un’invenzione. Ma viviamo in un mondo che mette in primo piano immagini di durezza, violenza, brutalità", osserva Dhont. Le immagini più morbide e vulnerabili, invece, "vengono sepolte". Il regista belga non sa se si tratti di un vero e proprio tabù, ma riconosce che "è sicuramente qualcosa a cui non abbiamo dato abbastanza attenzione". 'Coward' "mostra quella tenerezza proprio perché credo sia importante vederla", aggiunge il regista, che porta sulla Croisette il suo terzo film dopo 'Girl' (2018) e 'Close' (2022).