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Una furba campagna di Matteo Renzi per la raccolta del 2 per mille a favore di Italia viva, manda su tutte le furie Giorgia Meloni

Anche quella che potrebbe sembrare una semplice pubblicità scatena un vespaio politico. Il punto di innesco parte da Italia Viva: alla stazione Termini, stazione centrale della capitale, la più affollata d'Italia, ma anche a quella di Milano, accanto al tabellone delle partenze e degli arrivi dei treni, pochi giorni fa è infatti comparso un ledwall. Su quel grande schermo la scritta: "Quando c’era lei i treni arrivavano in ritardo", chiaro riferimento anche nelle scritte ("QVANDO") al "quando c’era lui"; in sintesi, una presa in giro di Giorgia Meloni come del Duce.

Polemiche e diatribe politiche dietro la pubblicità di Italia viva

"Touché", si direbbe in francese, visto che da una recente inchiesta di Altroconsumo un treno dell’Alta Velocità su cinque nel 2025 è arrivato in ritardo. Doppiamente "touché" se si considera che la vendita degli spazi pubblicitari è gestita da Grandi Stazioni Retail, società esterna al gruppo Fs. Particolarmente risentita, dunque, la premier, che pare abbia chiesto spiegazioni al Mit a cui competono i trasporti. Fratelli d’Italia avrebbe invece chiesto spiegazioni al Gruppo Fs, dove la Lega è di casa. Non solo: nel Gruppo sono previsti cambi di poltrone. Stefano Donnarumma, attuale ad di Fs, andrà a FiberCop. Al posto di Donnarumma andrà invece Giampiero Strisciuglio, attuale ad di Trenitalia. Con lui andrà Giuseppe Inchingolo, a capo delle relazioni istituzionali, potente uomo di Salvini. Dunque, l’episodio per Giorgia Meloni non è derubricabile come un altro semplice grattacapo, ma come qualcosa di molto più rilevante. E la campagna di Renzi riscuote successo sul web.