È bastata un’immagine sul ledwall principale di Roma Termini, piazzata accanto al tabellone di partenze e arrivi, per trasformare un fastidio quotidiano in caso politico. La scritta "Quando c’era lei i treni arrivavano in ritardo", firmata Italia Viva, ha occupato per ore il cuore della stazione più trafficata del Paese. Lo slogan, parte della campagna per il 2 per mille ideata dalla squadra di Matteo Renzi, adotta caratteri e grafica d’epoca littoria per capovolgere una delle più longeve narrazioni del Ventennio. Il risultato, complice la contiguità visiva con gli orari spesso ballerini, è stato un effetto comico immediato.

Secondo la ricostruzione di Ilario Lombardo sulla Stampa, la premier Giorgia Meloni è andata su tutte le furie. Dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è partita una telefonata all’amministratore delegato di Ferrovie, Stefano Donnarumma. In Ferrovie è scattata una riunione d’emergenza. Il nodo è evidente. Nella costellazione del Gruppo Fs è Rfi a gestire le stazioni, mentre la vendita degli spazi pubblicitari è affidata a una società collegata. Qualcuno doveva accorgersene e non lo ha fatto. E così una critica al servizio ferroviario è stata ospitata, in bella vista, proprio dentro casa.