La ristrutturazione globale di Meta (il colosso di Marc Zuckerberg di Facebook e Instagram) ha preso il via mercoledì 20 maggio. Il piano prevede il licenziamento di 8mila dipendenti e lo spostamento di altri 7mila verso mansioni legate all’intelligenza artificiale. I primi provvedimenti sono arrivati via mail nella sede di Singapore alle 4 del mattino ora locale, per poi estendersi alle sedi nel Regno Unito, negli Stati Uniti e negli altri paesi. In Italia, secondo quanto riportato da Wired con fonti vicine alla vicenda, i licenziamenti riguarderanno 33 persone.L'impatto della ristrutturazione in ItaliaI 33 esuberi previsti in Italia si inseriscono in un organico complessivo di 116 dipendenti. L'azienda ha motivato la decisione con la necessità di avviare una riorganizzazione legata all'introduzione dell'intelligenza artificiale. Il numero non è ancora ufficiale: l'efficacia dei tagli dipenderà dall'esito della procedura di consultazione collettiva con le autorità competenti e con i sindacati, che Meta ha già avviato in conformità con le leggi italiane. Da parte dell'azienda è stato comunicato che “tutti gli obblighi previsti dalla normativa nazionale saranno rispettati”, come avvenuto nei precedenti passaggi di ristrutturazione.I settori più colpiti e il monitoraggio internoI tagli globali si concentrano principalmente sui team che gestiscono la cybersecurity, la progettazione dei contenuti e la divisione integrity, che si occupa di moderazione, contrasto alla disinformazione, gestione dello spam e prevenzione degli abusi. Nelle settimane precedenti l'avvio del piano, il clima interno all'azienda era già diventato teso dopo l'installazione nei computer dei dipendenti di un software per il monitoraggio dei clic e dei movimenti del mouse. Nello stesso periodo era emersa la notizia del taglio del 10 per cento della forza lavoro complessiva. Prima di quest'ultima riduzione, il personale di Meta era già sceso da 87mila dipendenti a settembre 2022 a circa 78mila.La transizione verso l'intelligenza artificialeOltre agli 8mila licenziamenti, il piano di Mark Zuckerberg prevede il ricollocamento di 7mila dipendenti in nuovi flussi di lavoro legati all'intelligenza artificiale. Una parte del personale confluirà in un gruppo finalizzato allo sviluppo di agenti Ai per l'automazione di attività attualmente svolte da operatori umani. Secondo i documenti interni dell'azienda, l'obiettivo è snellire la struttura organizzativa eliminando alcuni livelli manageriali. Negli ultimi mesi, circa 2mila persone sono già state inserite in una nuova divisione denominata Applied AI and Engineering, guidata dal vicepresidente dell'ingegneria Maher Saba, che utilizzerà i dati del programma di monitoraggio interno per implementare i nuovi strumenti di automazione.
Che succede a Meta, tra licenziamenti di massa (anche in Italia) e software che controllano i movimenti del mouse
Il piano di riorganizzazione globale ha colpito le prime sedi via mail. In Italia previsti 33 esuberi. Intanto l'azienda investe fino a 145 miliardi di dollari nell'intelligenza artificiale e sposta 7mila lavoratori verso l'automazione, dopo aver monitorato i computer del personale














