Redazione

18 maggio 2026 15:13

Il ceo di Meta Mark

Nuova ondata di licenziamenti in casa Meta. Il gruppo guidato da Mark Zuckerberg, proprietario di Facebook, Instagram e WhatsApp, si prepara a tagliare circa 8mila posti di lavoro già a partire da questa settimana, pari a circa il 10% della forza lavoro complessiva. A riportarlo è Cnbc, citando una comunicazione interna diffusa ad aprile. Oltre ai licenziamenti, l’azienda avrebbe deciso di cancellare anche i piani per assumere altre 6mila persone su posizioni ancora aperte.I tagli necessari per compensare gli investimenti in Ia La riduzione del personale dovrebbe iniziare mercoledì 20 maggio e rappresenta una nuova fase di ristrutturazione dopo i maxi tagli avviati tra il 2022 e il 2023, quando Meta eliminò oltre 21mila posti di lavoro durante quello che Zuckerberg definì "l’anno dell’efficienza". All’epoca l’amministratore delegato ammise di aver sovrastimato la crescita dell’azienda nel periodo successivo alla pandemia, arrivando a dichiarare: "Mi sono sbagliato".Questa volta il messaggio interno ai dipendenti avrebbe avuto toni diversi. I tagli vengono descritti come parte del "continuo impegno a gestire l’azienda in modo più efficiente" e servirebbero anche a compensare gli ingenti investimenti che Meta sta destinando ad altri settori strategici, in particolare all’intelligenza artificiale.Negli ultimi mesi il gruppo aveva già ridotto il personale: circa mille dipendenti erano stati licenziati a gennaio nella divisione Reality Labs, quella che si occupa di realtà virtuale e metaverso, mentre a marzo ulteriori centinaia di lavoratori erano stati coinvolti in nuovi tagli. Parallelamente, Meta ha progressivamente ridotto il ricorso a fornitori esterni e appaltatori per alcune attività, tra cui la moderazione dei contenuti.Dietro la nuova ondata di esuberi c’è soprattutto la corsa all’intelligenza artificiale. Il mese scorso Meta ha aumentato fino a 10 miliardi di dollari le stime sulle spese in conto capitale per il 2026, portando il totale previsto a un massimo di 145 miliardi di dollari. Risorse che serviranno principalmente per infrastrutture informatiche, potenza di calcolo e sviluppo di nuovi sistemi di Ia.Perché i tagli potrebbero non fermarsi qui Durante l’ultima presentazione dei risultati finanziari, la direttrice finanziaria Susan Li ha ammesso che il gruppo non sa ancora quale sarà "la dimensione ottimale dell’azienda nel futuro", spiegando inoltre che Meta avrebbe continuato a sottostimare il fabbisogno di capacità computazionale necessario per sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.Secondo fonti interne citate da Cnbc, il piano di ridimensionamento potrebbe non fermarsi qui: altri licenziamenti sarebbero attesi ad agosto e nel corso del 2026.Il caso Meta si inserisce in una crisi più ampia che sta interessando il settore tecnologico globale. Secondo i dati di Layoffs.fyi, dall’inizio del 2026 circa 137 aziende tech hanno annunciato quasi 110mila licenziamenti, un numero vicino ai circa 125mila tagli registrati nell’intero 2025. Un segnale di come la rivoluzione dell’intelligenza artificiale stia accelerando gli investimenti, ma allo stesso tempo stia trasformando profondamente il mercato del lavoro nelle grandi aziende tecnologiche.