La data si conosceva da circa un mese, mancavano i dettagli. Il 20 maggio 2026 Meta ha dato il via a un nuovo round di licenziamenti, accompagnato da una riorganizzazione più estesa del previsto: oltre agli 8mila dipendenti che perderanno il lavoro, altri 7mila saranno riassegnati a nuove mansioni legate all’intelligenza artificiale. Un piano globale che coinvolge da vicino anche l’Italia. Fonti vicine alla questione parlano a Wired Italia di 33 licenziamenti nel nostro Paese.Prendono il via i licenziamenti di Meta: cosa sappiamo finoraLe prime mail che annunciavano i licenziamenti sono arrivate ai dipendenti di Meta a Singapore, alle 4 del mattino ora locale di mercoledì 20 maggio. Lo riferisce il New York Times, spiegando che – a seconda del fuso orario – sarà poi il turno del Regno Unito, degli Stati Uniti e delle altre sedi. Stando alle informazioni trapelate finora, sono finiti nel mirino della ristrutturazione soprattutto i team che si occupano di cybersecurity, progettazione dei contenuti e della cosiddetta integrity (moderazione, contrasto a disinformazione e spam, prevenzione di abusi).In Italia 33 dipendenti coinvolti su 116Secondo le fonti di Wired Italia, in Italia sono previsti 33 esuberi su un totale di 116 dipendenti, motivati dall’ottimizzazione legata all’intelligenza artificiale. Wired Italia ha provato a contattare i referenti di Meta in Italia: eventuali aggiornamenti o precisazioni saranno aggiunti a questo articolo, se disponibili.Meta non esclude di dover fare altri licenziamenti in futuroE potrebbe non essere ancora finita. “Ci saranno altri licenziamenti? È una domanda che viene sempre posta. Mi piacerebbe dire che non ce ne saranno altri, ma non posso promettere qualcosa che non siamo certi di poter mantenere”, ha dichiarato la responsabile del personale Janelle Gale a fine aprile durante una riunione interna. “Sebbene l’azienda sia solida, le priorità cambiano, la concorrenza è intensa e continueremo a gestire i costi in modo responsabile”.I licenziamenti segnano il culmine di una crisi interna che covava da settimaneNell’azienda, che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp, il clima era incandescente da diverse settimane. Nell’arco di pochi giorni, ad aprile, i dipendenti si sono visti installare nei computer un software che monitora ogni clic e ogni movimento del mouse e hanno scoperto che il 10% della forza lavoro sarebbe stato eliminato, vale a dire circa 8mila persone. E non è la prima volta, perché a settembre 2022 l’azienda contava 87mila dipendenti e alla vigilia di questi nuovi tagli era già scesa a circa 78mila.Mark Zuckerberg ridisegna Meta attorno all’intelligenza artificialeOltre agli 8mila licenziamenti, altri 7mila dipendenti di Meta manterranno il loro posto di lavoro ma con un ruolo diverso, legato ai flussi di lavoro dell’intelligenza artificiale. Alcuni confluiranno in gruppi incaricati di sviluppare agenti AI capaci di svolgere in autonomia attività per cui oggi servono ancora lavoratori in carne e ossa. Reuters, che è stata la prima a visionare il documento interno con cui l’azienda ha illustrato la ristrutturazione, spiega che Meta punta anche a eliminare parte dei livelli manageriali e a costruire una struttura organizzativa più snella.Secondo il New York Times, all’interno di Meta questo processo è già iniziato. Negli ultimi mesi l’azienda avrebbe coinvolto centinaia di dipendenti in un nuovo gruppo guidato dal vicepresidente dell’ingegneria Maher Saba, chiamato Applied AI and Engineering. Un’iniziativa ribattezzata “la leva obbligatoria”. Il gruppo, che conta già circa 2mila persone, dovrebbe utilizzare i dati raccolti proprio attraverso il famigerato programma interno di monitoraggio dei dipendenti per sviluppare nuovi strumenti di intelligenza artificiale.Intelligenza artificiale su cui Mark Zuckerberg sembra volersi giocare tutto. Il mese scorso Meta ha dichiarato che quest’anno investirà tra 125 e 145 miliardi di dollari, più del doppio rispetto a quanto investito nel 2025: risorse destinate in gran parte proprio all'AI.