Un inviato di Trump in visita senza invito. Si porta dietro un medico «per valutare le esigenze sanitarie»

Washington deve «ristabilire la propria presenza» in Groenlandia. A dirlo e’ l’inviato speciale Usa per la Groenlandia Jeff Landry, che ha concluso la sua prima visita nel territorio rivendicato a più riprese da Donald Trump. «La Groenlandia ha bisogno degli Stati Uniti», ha dichiarato Landry, «Credo che il presidente stia parlando di intensificare le operazioni di sicurezza nazionale e di ripopolare alcune basi». Al culmine della Guerra Fredda, gli Stati Uniti avevano 17 installazioni militari in Groenlandia, ma le hanno chiuse nel corso degli anni e attualmente ne hanno solo una: quella di Pituffik, nel nord dell’isola.

Le minacce e la marcia indietro

A gennaio Trump ha fatto marcia indietro sulle minacce di annettere la Groenlandia. Un gruppo di lavoro congiunto tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia è stato istituito per affrontare la questione. «Anche se il desiderio di un ‘padrone’ di ‘assicurarsi il controllo della Groenlandia e’ del tutto irrispettoso siamo obbligati a trovare una soluzione», ha detto ai giornalisti il primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen a margine di un forum economico. Landry, che è anche governatore repubblicano della Louisiana, è arrivato domenica a Nuuk. Non era stato invitato ufficialmente e la sua presenza ha suscitato polemiche. Ha incontrato lunedìNielsen e il ministro degli Esteri groenlandese Mute Egede.