Non è più al centro delle cronache internazionali, i post social di Donald Trump non la menzionano più ogni giorno, l’attenzione mondiale è calata, ma la Groenlandia rimane ben presente nella testa del presidente statunitense. La Casa Bianca, infatti, pur a fari spenti, sta continuando a perseguire i suoi interessi, con riunioni, incontri e negoziati riservati, in primis legati alla realizzazione di nuove basi militari sull’isola e alla concessione di terre rare, ma anche relativi ad accordi generali sulla sovranità di Nuuk.
Groenlandia, sale sul taxi e offre 200mila dollari per sostenere l’ingresso negli Usa. Il premier interviene
L’inviato di Trump, Jeff Landry (che sulla carta sarebbe il governatore della Louisiana), nel fine settimana è stato spedito nella capitale groenlandese con il compito di «farsi più amici possibili», come riporta l’emittente pubblica danese Dr. Un compito arduo se si considera l’opposizione della popolazione groenlandese alle mire americane.
Ad ogni modo, oggi, lunedì 18 maggio, alla vigilia del forum economico e diplomatico Future Greenland, l’uomo trumpiano si è incontrato con il premier dell’isola, Jens-Frederik Nielsen. «È stato un incontro costruttivo, nel quale siamo riusciti a dialogare in uno spirito positivo e con grande rispetto reciproco» ha dichiarato il groenlandese.







