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È stato raggiunto un primo accordo al ministero delle Imprese e del Made in Italy per gestire la grave crisi di Natuzzi, storica azienda pugliese produttrice di divani che vorrebbe chiudere cinque stabilimenti e mandare via 479 dipendenti su un totale di 1.800. Hanno partecipato l’azienda e i sindacati, per ora limitandosi a risolvere gli aspetti più urgenti: fino alla fine dell’anno ci sarà un ricorso alla cassa integrazione per il 62 per cento delle ore e Natuzzi stanzierà 6 milioni di euro per programmi di dimissioni incentivate a partire dal 2027. Quali lavoratori potranno essere coinvolti è ancora oggetto di discussione tra azienda e sindacati.

Non è l’unico punto rimasto in sospeso, anzi: sono state rimandate le questioni davvero dirimenti, tanto che Natuzzi e i sindacati hanno riconosciuto che la controversia è ancora aperta e che le loro posizioni sono distanti (pur definendo questo accordo un «primo passo» per la risoluzione della crisi).

Non si sa innanzitutto cosa succederà ai lavoratori in esubero, cioè i 479 dipendenti che secondo l’azienda sono in eccesso rispetto alle sue necessità in questo momento di crisi. Per ora il loro stipendio è parzialmente al sicuro grazie alla cassa integrazione e molti probabilmente se ne andranno col piano di incentivi, ma non è chiaro se Natuzzi voglia procedere al licenziamento di chi rimarrà.